Ristorante casertano rilancia i prodotti della Terra dei fuochi

di Nicoletta Zampano

La nostra terra campana, ferita nelle fondamenta e schiacciata dalla tragica scoperta dell’inquinamento dei terreni tra Napoli e Caserta ha subito danni economici ed umani non indifferenti che hanno colpito, in particolare, il settore agricolo.

Un danno d’immagine e un danno “fisico” rilevante, eppure esiste anche una Campania felice, una Campania sana.

Se riflettiamo sulla percentuale minima di inquinamento che è stata rilevata nella cosiddetta Terra dei Fuochi, compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano per un totale di 2 milioni e mezzo di abitanti e 1076 chilometri quadrati di territorio, ci rendiamo conto che il danno potenziale resta circoscritto.

Il gastronomo, scrittore e fondatore di Slow Food, Carlo Petrini ha recentemente sottolineato che curare la ferita è possibile ed auspicabile per proteggere e salvare i tanti coltivatori e produttori onesti del territorio campano cosi martoriato dalla stampa e da un certo tipo di mentalità mafiosa e ai contadini ha sentenziato “dovete essere in prima linea, tutto deve essere scoperto e condannato, e voi dovete continuare a puntare il dito".

La difesa ad oltranza degli onesti e corretti resta la politica principale di Slow Food che si lega ad un progetto gastronomico campano senza pari.

La brillante e pratica filosofia imprenditoriale del positivo titolare del birrificio Gold Blond di Marcianise ha prodotto un accordo innovativo contro la mentalità malata da inquinamento serrato che sta lasciando a bocca aperta stampa nazionale e locale, oltre a stupire positivamente anche gli stessi cittadini campani.

Per vincere le ritrosie e la diffidenza verso i prodotti locali il ristorante di Giuseppe Lanza ha deciso di sostenere  i piccoli produttori agricoli del Casertano e dell'area nord di Napoli, nota come Terra dei Fuochi attraverso una politica di trasparenza qualitativa sui propri prodotti, siglando con Slow Food Campania, con i produttori e con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la Facoltà di Agraria dell'Università Federico II, un protocollo di analisi eccezionale sugli alimenti freschi utilizzati tutti i giorni nel locale. Tutti i dati saranno pubblicati in tempo reale sul sito web del ristorante a garanzia dei clienti.

Una scelta coraggiosa che mira ad instaurare un patto di fiducia tra produttori e consumatori, rendendo la filiera alimentare sempre più garantita. Sul sito del ristorante è possibile scoprire gli indirizzi e le mappe per raggiungere le aziende dei contadini partecipanti. Un vero invito che coinvolge i clienti, chiamati sempre di più, ad una relazione diretta con chi coltiva la terra. Non c’è da stupirsi che Slow Food abbia aderito al progetto campano, vista la naturale mission di tutela dei territori e delle biodiversità a difesa di produzioni alimentari di qualità. Ora non ci resta che attendere la risposta dei cittadini che sono, in prima persona, coinvolti in questa specifica scelta gastronomica.

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