Prete napoletano dice no ai cellulari in chiesa

di Nicoletta Zampano

C'è gente che vive aggrappata al cellulare. I maschi soprattutto. Che fanno qualsiasi cosa col telefonino. Dall'amore alla cacca. Ebbene sì. Da una recente indagine sociologica mi risulta che almeno l'80% degli utenti maschi usi il telefonino in bagno. È vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno ma non pensavo così alla lettera” (citazione celebre)

Vicino Piazza del Gesù, cuore pulsante della Napoli bella, si innesta la storica Parrocchia di Santa Maria a Montesanto, una comunità viva, animata da un prete “giovane”, don Michele Madonna da due anni guida pastorale, attenta e scrupolosa.

Vita liturgica intensa e ordinaria per la Comunità ma, in questi giorni, la realtà fraterna è balzata agli onori della cronaca per una scelta coraggiosa e difficile: usare le nuove tecnologie hi-tech per spegnere i cellulari in chiesa durante le celebrazioni liturgiche. Decisione, in realtà, seria e anche saggia da un punto di vista pratico.

La presa di posizione radicale materialmente costituita dall’installazione nella chiesa di un dispositivo all’avanguardia, volto ad impedire il normale funzionamento dei telefonini, è stato elogiato da molti parrocchiani, ma le critiche non sono mancate.

 Per don Michele la verità da dichiarare è una “Quando l’ho installato, diversi mesi fa, ci fu un blackout di Whatsapp e se la presero con me. Invece il blocco fu di natura nazionale. Ho fatto regolare richiesta alla Procura per l’utilizzo dell’apparecchio che ho comprato in un negozio specializzato e che funziona esclusivamente nei 40 metri quadrati della chiesa” Ora restano le lamentele dei negozianti di zona che sostengono, invece, una sospetta correlazione tra dispositivo adottato e il mal funzionamento di bancomat, tablet e cellulari.

A prescindere dalla possibile libertà di comunicazione negata per il tempo liturgico in chiesa, cosa dire sull’intera vicenda? Qualcuno, più ritroso, potrebbe tranquillamente sentenziare: finalmente Dio parla e i cellulari muoiono! Altri, più scettici, potrebbero al contrario sottolineare: Sempre le solite prediche! Basta con le lagne pastorali, il cellulare merita (E se dovesse succedere una disgrazia mentre si sta a Messa, non si dovrebbe neanche poter essere avvisati?)

Prospettive diverse per un unico dilemma: il cellulare è vivo o è morto? Se pur alienati al mondo, visto da un oblò vocale modesto o, al massimo, intravisto di sfuggita in un movie a corto raggio e con poco campo, gli italiani medi non possono fare a meno di questo oggetto volatile quasi morto, ma vivo nella coscienza comune. Uno strumento utilissimo per lavoro, ma anche per famiglie in cerca di contatto e, non solo, indispensabile per coppie appassionate e per amici in crisi di astinenza. Ora, a dirla tutta, anche in chiesa occorre, a volte, fare astinenza, ma non dagli amici, bensì dalle chiacchiere a palla per cui ben venga la scelta di don Michele, basta che sia limitata al tempo necessario per la messa, cosi la ricreazione è servita.  

 

Condividi su Facebook