La scuola più bella del mondo si trova ad Acerra per Luca Miniero

di Nicoletta Zampano

 

L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto” (Jean Piaget)

La scuola è un’istituzione! Costituisce il fondamento sociale di qualsiasi individuo, formando coscienze e cuori. Dalla scuola alla vita il passo è breve ed è essenziale per una buona “costruzione civica” e, per definizione, quindi, la scuola è “l’istituzione educativa che, attraverso l’insegnamento collettivo, trasmette i fondamenti della cultura e una preparazione professionale”.

Perfino lo Stato è in prima linea per la difesa e il progresso dell’ordinamento scolastico. Come dichiarato qualche mese fa dal nostro Premier Matteo Renzi si prevedono cambiamenti positivi per la scuola “Il "nuovo patto educativo" conterrà "alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre più strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche per il Paese. Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare. Dal 15 settembre al 15 novembre ascolteremo tutti, a cominciare dagli studenti che sono per noi protagonisti, non spettatori. Nella legge di stabilità ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti"

Anche il cinema può diventare strumento sociale, in modo serio o divertente. Da ricordare ad esempio il film del documentarista francese Pascal Plisson dal titolo “Vado a scuola” in cui si racconta la storia di quattro bambini con grande sete di conoscenza. Ragazzi provenienti da angoli diversi del mondo: Dalle savane del Kenya, al Marocco, dal caldo del sud dell'India, fino ad arrivare alla Patagonia. Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sognano l’emancipazione sociale e nessuno può fermarli e c’è chi suda ore di cammino per arrivare ogni mattina in classe. La scuola, quindi, resta un filone importante per l’indipendenza individuale. Ma il cinema può raccontarla anche in modo dissacrante e simpaticamente scorretto, provocando una sonora risata. Anche un regista napoletano del calibro di Luigi Miniero si è cimentato in questo genere cinematografico, riproponendo allegramente lo spassoso scontro fra settentrione e meridione sulla falsariga dei pregiudizi comuni. “La scuola più bella del mondo” è uscito nelle sale da appena due settimane, ma è già arrivato al terzo posto tra i film più visti nell’ultimo periodo. Sarà dovuto, probabilmente, alla sua ottima regia, già vincente in passato con film come “Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”, ma anche agli attori protagonisti, grandi professionisti come Rocco Papaleo e il figlio d’arte Christian De Sica, abili nei ruoli comici. La trama semplice quanto divertente, pone al centro equivocando il connubio tra studenti di diversa cultura, tra studenti del nord e del sud.

Christian De Sica è il preside scrupoloso di una scuola media toscana nella quale giunge in visita una classe di studenti di Acerra, accompagnati da un bizzarro professore, interpretato da Rocco Papaleo.

Il film nonostante le buone intenzioni ha suscitato critiche tra alcuni insegnanti locali della provincia napoletana perché non corrispondente alla realtà. Ma il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha sottolineato in proposito “Il film enfatizza gli aspetti caricaturali, ma fa anche emergere tutta l'umanità degli studenti del Sud che aiutano il preside del Nord a non perdere il lavoro”

La scuola al centro di una commedia brillante, ma anche al centro della vita di ogni cittadino, riesce a riscaldarci al cinema come nella vita e ben venga che si parli della nostra regione.

 

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