La Napoli artistica si specchia in un volto di donna: Teresa De Sio

di Nicoletta Zampano

“Voglia 'e turnà e voglia 'e verè comme 'o tiempo po' arrubbà tutte e culure int'a via. E giro p'a città e vago a cercà uocchie comme aulive nere che guardano senza parlà. Terra che nun vò durmì e nun vò cagnare, terra addò abbruciano 'e parole, viento che nun e po' stutà. Voglia 'e turnà dint'e vicoli e sta città, guarda e ride e te vò tuccà, nun se ferma mai, voglia 'e verè notte e juorno te fa cantà, chest'è Napule do cafè, nun te può sbaglià.” ( Voglia ‘e turnà-Teresa De Sio e Francesco Bruno)

Abbiamo una Terra solare e dinamica in cui muovere i primi passi, abbiamo un esistenza condita da cicli alternati che ci trasformano nel tempo, facendoci “riaffiorare” poco a poco.  Abbiamo una coscienza “culturale” che ci innesta in un territorio con radici profonde.  E si lotta in continuazione per l’affermazione della propria identità a qualsiasi età, eppure Napoli conosce l’arte anche attraverso volti femminili eccellenti.

La musica Folk popolare napoletana ha già un nome: Teresa De Sio. Cantautrice e ultimamente scrittrice di successo. Sorella maggiore della popolarissima attrice Giuliana De Sio, può definirsi un anima in  continua ricerca: libera, indipendente, innovatrice e sperimentatrice. Un mix di energia e ingegno con all’attivo una serie di dischi d’autore tra cui l’ultimo progetto “Tutto cambia” e la pubblicazione di due romanzi Einaudi. In particolare l’ultima opera, appena pubblicata, rappresenta un ottimo noir al femminile, una storia di  formazione e trasformazione il cui titolo “L’attentissima” appare già premessa di futuri consensi.

La stessa Teresa  ha presentato brevemente il suo romanzo in radio, ospite della conduttrice Serena Dandini “L’attentissima si è trasformato nella scrittura anche in un noir però non nasce con l’intenzione di essere un noir vero e proprio, nasce con l’intenzione di raccontare una storia sulle trasformazioni, su tutte le trasformazioni che tutti noi dobbiamo affrontare affinché la nostra identità vera, profonda riesca a riemergere, riesca a splendere, riesca ad affermarsi nel mondo”. Un intervista matura che colpisce per la straordinaria sincerità e apertura di Teresa che sottolinea alcune dinamiche profonde e personali, romanzate ma incredibilmente vere in cui tanti possono rispecchiarsi “Volendo raccontare una storia di grande trasformazione, volendo raccontare anche una storia di fughe, perché anche le fughe sono importanti, molti di noi nascono in un posto e credono che apparteranno per tutta la vita a quel posto, poi invece improvvisamente succede qualcosa per cui si va via e la vera realizzazione del proprio sé si ha altrove , in un luogo differente…”

Un romanzo forte che scandisce i cicli di una vita e  una scrittura decisa che non stupisce in un anima rock cosi determinata.    Come spesso poi capita nella vita di tutti quanti noi, il passato comincia a riaffiorare come un garzone che arriva a chiedere il pizzo dovuto

Nel mio immaginario Teresa mi ricorda “Vita spericolata” di Vasco Rossi e, in effetti, occorre avere un pizzico di follia  e trasgressione  per promuovere pienamente l’arte. La “brigantessa napoletana” che canta “È inutile ca dici, “chella nunn’è cchiù essa!”, io voglio cagnà nomme, chiamame brigantessa È inutile ca dici, “teresa è semp’a stessa!”, io voglio cagnà nomme, chiamame brigantessa” svela la sua passione per ogni forma di brigantaggio intellettuale e, del resto, la sensibilità artistica è, in primo luogo, “donna”. La sua bellezza, tutta meridionale, riflette il canto comune napoletano.  Quasi un etichetta, perché le origini non possono essere rinnegate. E anche in questo periodo di “lutto” nel panorama musicale napoletano Teresa resta impressa “'Mi arrabbiavo quando mi definivano 'la versione femminile di Pino Daniele'. Nel tempo ho capito che era un onore''. E' stato ''un traghettatore'' per la grande tradizione musicale napoletana, ''rimpiango le cose che volevo dirgli e non ho detto in tempo''

Da un grande autore mancato troppo presto ad una autrice scattante e  sempre in forma che può “dare” ancora molto a Napoli e all’Italia, senza rimpianti.

   

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