Cetara e le sue alici in corsa per il marchio Dop

" Non c'è poesia e non c'è inganno per chi assapora il gusto semplice del pescato e del suo mare che riporta alle origini di una città e di una storia"

di Nicoletta Zampano

Cetara, suggestivo borgo turistico della costiera amalfitana, è apprezzato nel mondo per la sua leggera, semplice e mediterranea gastronomia. La sua storia, in particolare, narra le abitudini artigiane di un popolo che ha vissuto e vive dei suoi prodotti locali da terra e da mare.

Dall'antichità si evoca il profumo delle pregiate salse tonnate e delle leggendarie conserve ittiche romane come il Garum Excellens, squisitezze semplici per palati fini. Una tradizione conserviera che, intorno alla seconda metà del XIII secolo, divenne anche amalfitana grazie all'intuizione pratica e felice di un gruppo di monaci cistercensi che abitualmente praticava la pesca di alici nel periodo estivo. Un idea di pratica virtù casereccia che piacque agli amalfitani, delineandosi tecnicamente in breve come un vero e proprio processo di maturazione delle alici salate che va sotto il nome di colatura di alici. Un procedimento preciso di lavorazione che tra pesca, pulitura a mano, salatura a strati alterni e processo liquido di produzione richiede tra i 4 e i 5 mesi, ma alla fine in pieno inverno si può sempre gustare un distillato speziato dal sapore deciso e dal colore ambrato carico.  Un condimento multiuso tipico della tradizione natalizia locale che storicamente richiama la storia e il popolo di Cetara, diventandone quasi un simbolo di prosperità. La pesca delle alici tra l'altro fa parte ormai della cultura locale e la colatura di alici è inserita nello speciale elenco ministeriale dei prodotti agroalimentari tradizionali da tutelare e da salvaguardare  e non solo; Ora esiste anche l'etichettatura numerata di tracciabilità e la confezione unica per la "colatura tradizionale di alici di Cetara",  piccoli e  recenti traguardi che hanno dato ulteriore impulso all'atteso consolidamento del marchio di garanzia del prodotto in Italia. Cosi a fine ottobre è stata costituita l’Associazione per la valorizzazione della colatura di alici di Cetara che si pone l'obiettivo di attuare una politica concreta di promozione e ricerca del prodotto in vista del riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta.  Il comitato promotore è composto dai principali produttori di colatura di alici (le aziende IASA, Nettuno, Delfino),  compresi tre ristoratori di Cetara (San Pietro, Al Convento, La Cianciola) e due armatori cetaresi (Pappalardo Salvatore e Federmar) e si pregia della collaborazione del professore Vincenzo Peretti, docente della facoltà di veterinaria Federico II di Napoli ed esperto di riconoscimenti di marchi di origine comunitaria. "Siamo felici di questo primo passo. È fondamentale la coesione di questo gruppo che, finalmente in forma compatta, andrà avanti con un comune obiettivo: il marchio DOP per la colatura di alici di Cetara. Chi crede in questo obiettivo potrà darci il proprio sostegno"

E' comune indicare il cibo anche come eredità sociale, quindi, non stupisce che un pesce azzurro adatto a tutta la famiglia, possa considerarsi nelle sue varianti  elemento distintivo di un intera Città.

 

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