"L'EMERGENZA"

di GIOVANNI NURCATO

 recensione di Giuseppe Vetromile

 

Un lungo racconto, suddiviso in episodi monotematici, una favola con la classica morale finale, un saggio critico, un reportage?... Risulta difficile inquadrare quest'ultimo libro di Giovanni Nurcato, "L'Emergenza" (Kairos Edizoioni), presentato recentemente presso la Feltrinelli di Via D'Aquino a Napoli. In effetti, come ha affermato uno dei relatori, il giornalista e scrittore Piero Antonio Toma (che insieme a Nando Vitali e Aldo Putignano hanno discusso del libro), si potrebbe dire che con questa opera Giovanni Nurcato abbia dato il via ad una nuova categoria letteraria: la letteratura napoletana e sulla "napoletanità". Ma una cosa è certa: si tratta di un libro coraggioso, che forse tutti ci aspettavamo, per smontare falsi pregiudizi, frasi fatte, errate convinzioni su Napoli e sulla "meridionalità" napoletana. E Nurcato lo fa, narrando ed esponendo il suo modo di vedere la storia dell'ormai abusata e in un certo qual modo svalutata "emergenza" napoletana, senza ipocrisie, ma con fredda e spietata analisi dei fatti. "Napoli è l'unica città sul mare a non essere mai diventata una città di mare", scrive l'autore, ed è una frase emblematica, che forse racchiude tutte le peculiarità, le storture e le false opinioni sulla nostra città. Nurcato è abile narratore, con un lessico alla portata di tutti, ma stringente e profondo, a volte facendo uso di termini appositamente coniati (si vedano ad esempio i capitoli finali della seconda parte del libro, "Risentimento appendicolare", dedicati ai "Fetacapisti", ai "Siamomeglisti", ai "Parlamalisti", eccetera), e per questo, senza inutili giri di parole e senza appesantire troppo il libro partendo da lontano, egli affronta in poche gustose pagine, a volte con satira pungente, l'immediatezza dei problemi che devastano la nostra città.

L'analisi come dicevo è spietata, è un'autocritica che molti dovrebbero farsi, come coloro che hanno l'abitudine di gettare i sacchetti della spazzatura lungo le strade di periferia e i raccordi autostradali ("Le piazzole di emergenza delle autostrade fra Napoli e la provincia non esistono più", scrive infatti Nurcato, "Al loro posto minidiscariche di rifiuti. Bustoni di fetenzie malposti a ogni ora del giorno e della notte, copertoni e mobili, materassi vecchi... E' questo che si vede per le vie, monnezza deposta o, se volete, mal deposta dai cittadini..."): vien quindi da pensare: è colpa della camorra, del malgoverno, o è (anche) colpa dell'inciviltà dei cittadini, della loro scarsa affezione e rispetto per il bene comune?

Un libro da leggere, dunque, e che fa riflettere. Fa riflettere su molte cose che forse diamo e abbiamo dato per scontato, ma che, ad una più attenta analisi, schietta e senza pregiudizi, potremmo rivedere e riconsiderare. Per il bene di Napoli e della nostra gloriosa storia.

 

Giovanni Nurcato è napoletano di San Giovanni a Teduccio, vive e lavora a San Giorgio a Cremano. Ha scritto diversi racconti e saggi, bene accolti e premiati sia in Italia che all'estero. Nel 2004 ha vinto il Premio "Massimo Troisi" nella sezione "Scrittura Comica". Ha pubblicato, per i tipi dell'Editore Graus, "Scrupoli ed altre Suppurazioni", e, per Compagnia dei Trovatori, "Il tracco dello Ievons". Suoi racconti sono inseriti in varie antologie, tra cui "Se mi lasci non male" (Kairos Edizioni) e "Aggiungi un porco a favola " (Ediz. Cento Autori).

 

Giovanni Nurcato, "L'Emergenza", Kairos Edizioni, Napoli, 2011. Prefazione di Nando Vitali.

 

19/6/2011