LE TESSERE CROMATICHE DI STEFANIA POMPILIO IN “SCATTI DISTRATTI”

 

Schegge di esistenza sottratte al flusso del tempo e immortalate dall’obiettivo di Stefania Pompilio. Un viaggio di 36 foto in bianco e nero con un’unica macchia cromatica di 4 foto a colori. Sono “Scatti distratti” quelli della prima personale della fotografa napoletana, in programma da giovedì 16 fino al 3 luglio, nella suggestiva location del museo dell’Opera di Santa Chiara.

Una mostra che di “distratto” forse ha ben poco. La composizione d’insieme dei 40 foto, infatti, scompone in maniera sapiente frammenti unici di vita quotidiana, brandelli di vita quotidiana uniti però da un filo conduttore comune. Un vecchio pescatore solitario su una banchina nelle prime luci dell’alba, i colori accesi di un noto negozio di dolci a Berlino sono alcuni dei soggetti immortalati dall’estro fotografico della Pompilio.

Il mare è il fil rouge dell’expò, vero “controcanto” dei suoi ritratti, realizzati nell’arco diacronico di due anni, un mare che anche quando non campeggia al centro dell’obiettivo è comunque evocato, suggerito come nell’immagine dell’edicola votiva sulla spiaggia di Miseno, nei lungomari di Nizza, Ischia e Napoli o nei canali e nelle passeggiate di un’inedita laguna di Venezia.

Il mare scelto come immagine madre anche perché più adatto a sintetizzare bene il contrasto tra il perenne moto delle onde e la staticità di immagini ferme, particolari catturati dall’occhio fotografico della Pompilio.

Antinomie e contrapposizioni accompagnano il visitatore nel cuore della “sintassi visiva” della fotografa napoletana dove il moto si accompagna necessariamente alla stasi.

In tutti i ritratti  campeggiano contrasti voluti a partire dall’antinomia moto\stasi, il dinamismo di alcuni scatti

di viaggio si accompagna al motivo dominante dell’attesa dove diventa protagonista il lirismo del dettaglio strappato al tutto.  Ossimori visivi che sottintendono anche la stesura della forma: giochi di luci e ombre ben calibrati con un affiancamento del bianco al nero che non risulta mai di maniera ma carica i soggetti di forte intensità.

 

 

Emanuela Vernetti (14 giugno 2011)