STORIA DELLA CINEMATOGRAFIA NAPOLETANA

 

di Antonio Tedesco

30^ puntata

RITORNO DALL’OMBRA

Alla riscoperta del Cinema degli Esordi

Parte terza

 

 

La poderosa azione svolta da Aldo Bernardini e Vittorio Martinelli, nel campo della ricerca storiografica, riferita soprattutto al Cinema Italiano delle Origini,  si è concretizzata principalmente in due imponenti opere, considerate ormai, in questo ambito, vere e proprie pietre miliari, un punto di riferimento irrinunciabile, per ogni successivo e ulteriore approfondimento.

Abbiamo già visto nella precedente puntata come il campo d'azione della loro ricerca fosse stato razionalmente suddiviso in due periodi ben definiti. Con la tragica parentesi della Prima Guerra Mondiale a fare da spartiacque.

Il lavoro svolto e coordinato da Aldo Bernardini, relativo al periodo di sua competenza (1896 – 1914) è stato raccolto nell'opera Cinema muto italiano. Ambiente, spettacoli e spettatori   pubblicato da Laterza nel 1980 e composto di tre volumi, relativi ad altrettanti sottoperiodi,  nei quali sono ricostruiti meticolosamente le produzioni cinematografiche italiane riferite agli anni che vanno, appunto, dal 1896 al 1914.

La ricerca svolta da Vittorio Martinelli, invece, relativa al periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale all’inizio degli anni Trenta, si è concretizzata in Il cinema muto italiano. I film degli anni Venti, un lavoro suddiviso in quattro tomi, edito dalla rivista Bianco e Nero in numeri monografici, tra il 1980 e il 1981. Anche qui in ogni volume sono raccolte un certo numero di annate produttive e il fatto che il solo quarto tomo raccolga tutti i film realizzati dal 1923 al 1931 è già di per sé perfettamente esplicativo del crollo produttivo che si ebbe in quegli anni.

Queste opere lontano dall'essere una mera elencazione di titoli e di date sono, al contrario, arricchite da innumerevoli spunti di approfondimento relativi al contesto socio culturale in cui il cinema si andava sviluppando. Tale contesto viene indagato in special modo da Bernardini che, come detto, con il suo lavoro copre gli anni in cui il cinema compie i primi passi e si affaccia al mondo come un elemento del tutto originale e ancora difficilmente classificabile o catalogabile nel composito e non sempre ben definibile contesto delle arti e dell'intrattenimento. Mentre più avanti, negli anni che sono stati oggetto dello studio di Martinelli, il cinema cominciava a delinearsi anche come riferimento culturale producendo di conseguenza una critica che se ne occupava con sempre crescente competenza mettendo a punto  e affinando sempre meglio i suoi strumenti comparativi e interpretativi. Cosa che denota il raggiungimento di uno “status” culturale che contribuisce alla radicale metamorfosi che il Cinema, in maniera lenta ma costante, sta subendo proprio in questo determinato periodo.

Sulla base di questa articolata cornice, poi, i due citati autori sono partiti per ulteriori studi e approfondimenti che hanno arricchito nel dettaglio la conoscenza di quel cinema entrando in maniera più specifica nel cuore stesso del fenomeno, analizzato, ancora una volta, sia come entità culturale che come elemento socio-economico produttivo. Le loro ricerche si sono estese nei più svariati campi e settori relativi all’argomento, ma per limitarci all’ambito di competenza di questa rubrica, e cioè alla cinematografia napoletana, ricordiamo almeno Titanus, storia di una grande casa di produzione che i due autori hanno firmato congiuntamente e pubblicato con le edizioni Coliseum di Milano nel 1986, e Leda Gys attrice, monografia dedicata a questo personaggio simbolo del cinema muto napoletano che Bernardini e Martinelli hanno pubblicato nel 1987 sempre presso il medesimo editore milanese. Contributi importantissimi per la piena comprensione del fenomeno e che, d’altra parte, non abbiamo mancato di citare più volte nel corso delle varie puntate di questa rubrica.

Il lavoro di questi due studiosi, si è andato facendo, poi, via via più prezioso col passare del tempo. Come una sorta di naturale prosecuzione di questi studi che partivano dalle origini del cinema italiano, Bernardini ha avviato, sempre nel 1987, un altro ambizioso progetto, quello di un censimento completo di tutto il cinema italiano a partire dalle origini, appunto, fino agli anni più recenti, progetto che, con l’aiuto dell’ANICA ha visto la luce nei primi anni Novanta, dotando l’Italia di un archivio informatico cinematografico preziosissimo e pressoché unico al mondo.

Ugualmente prezioso il contributo lasciato da Vittorio Martinelli (che era nato a Napoli nel 1926 ed è scomparso a Bologna nel 2008) frutto della sua passione di collezionista e raccolto in un Fondo (il Fondo Martinelli, appunto) depositato presso la Cineteca Comunale di Bologna, ricchissimo di materiali cinematografici di ogni sorta. Da quelli pubblicitari, come locandine, manifesti, cartoline di attori e attrici, a cataloghi, volumi, monografie, collezioni complete di riviste specializzate e una quantità, nell'ordine di migliaia di esemplari, dei più disparati reperti inerenti il cinema in tutte le sue forme e manifestazioni, che sono tutt'ora in corso di inventario e catalogazione. Particolarmente nutrita e di rilievo la sezione dedicata al Cinema Muto Napoletano, con un ricco e prezioso apparato di materiali fotografici, per i quali è stato avviato un complesso ed impegnativo processo di digitalizzazione.

Sempre sulla spinta di impulsi dati dal lavoro di Vittorio Martinelli, la Cineteca di Bologna ha avviato un complesso progetto di restauro di pellicole italiane relative all'epoca del Cinema Muto. Anche in questo contesto una  parte molto importante di questo lavoro è dedicata proprio al Cinema  Napoletano, grazie al reperimento, da parte della stessa Cineteca, di alcuni Fondi Filmici ad esso legati, quali lo stesso Fondo Martinelli, il Fondo Fausto Correra e il Fondo Leda Gys.

Sulla base di questi materiali è stato avviato il progetto Napoli/Italia  “incentrato sull'immaginario napoletano, sul contributo della città partenopea nella costruzione dell'identità italiana e sulle vicende dell'emigrazione italiana”.

Un lavoro che ha già cominciato a produrre i suoi frutti con una retrospettiva presentata nell'ambito del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna, nell'edizione del 2010 nella quale sono state proiettate alcune pellicole relative a diversi aspetti della rappresentazione cinematografica di Napoli, quali quella pittoresca delle vedute, quella dei riti collettivi e quella relativa al fenomeno dell'emigrazione. Proprio su quest'ultimo argomento i materiali disponibili consentono ulteriori  approfondimenti, già in parte sviluppati nell'edizione del 2011 del Festival, relative soprattutto all'emigrazione oltreoceano, verso le Americhe del Nord e del Sud con particolare attenzione al ruolo  che quella stessa emigrazione ha avuto nelle cinematografie di quei Paesi.

 

Maggio 2012

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