Alla Galleria di Maurizio Siniscalco

“What about Tomorrow?”

di Angelo Volpe

 

 

 

Angelo Volpe,” Hold Fast”, 2013

 

Da un’idea del noto artista-fotografo brasiliano Salvino Campos, Maurizio Siniscalco allestisce nella sua galleria di via Poerio per Angelo Volpe la mostra “What about tomorrow”.  Le opere in mostra potrebbero, a uno sguardo superficiale, apparire brillanti immagini da fumetto. Ma l’artista non è intenzionato a offrire una facile e banale visione al visitatore che sfida a indagare poiché in ogni tela si riflette il mondo contemporaneo, le sue incongruità con i suoi retaggi storico-artistici.

Già il supporto, olio su tela di iuta, denuncia la volontà di raffigurare opere tradizionalmente strutturate. In ogni opera vediamo poi rappresentati emblemi dell’arte in un excursus che parte da lontano. Infatti l’artista denuncia a chiare lettere la sua formazione accademica e ci porta nel Rinascimento con il “Sacrificio di San Sebastiano” nella rappresentazione che fece il Mantegna, con lo sfondo del cielo nuvolo e gli alberi classicamente dipinti; ma Volpe non dimentica di aggiungervi la contemporaneità negli occhiali da sole ultimo grido, nei tatuaggi, nel telefonino, nell’antenna televisiva e nell’aereo che sfreccia lontano.

Arriviamo allo studio delle avanguardie del primo Novecento individuabili nel movimento futurista, nell’espressionismo del secolo che avanza, ed ancora nei prelievi dada e nel colore sgocciolante alla Pollock. Notiamo poi ancora più prepotente la presenza degli anni di metà secolo con la pop-art che viene da New York e si ferma a Roma (ricordiamo le gallerie La Salita e La Tartaruga che raccolgono molti giovani talenti) con i suoi richiami pubblicitari: le sigle, le lettere maiuscole, le scarpe firmate e i personaggi dei fumetti che l’artista accoglie con ironia nelle sue opere.

   

 

Angelo Volpe, “He kept silent”, 2009

 

Ecco poi la serie delle donnine dalla testa esagerata provenienti, credo, dall’esemplare Betty Boop del cinema di animazione degli anni Trenta: nell’atmosfera apparentemente gioiosa per i colori brillanti e i pupazzi infantili emerge tuttavia la sofferenza, nella visione contrastante di teschi (elemento onnipresente della Transavanguardia degli anni Ottanta) e di altri elementi rappresentativi della morte beffarda in attesa dietro l’angolo. Emblematica è infine la rappresentazione di Saci Pererê noto personaggio della cultura e del folclore brasiliano rappresentato non più nella foresta amazzonica ma “assorbito dagli effetti del mercato globale”: lo circondano i simboli della pubblicità, tatuato, con l’unico piede coperto dalla scarpa sportiva all’ultima moda e in riserva, infilato nella cintura, il famoso sandalo brasiliano; sullo sfondo l’aereo sfrecciante ed il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, non mancano le sgocciolature di colore del primo Novecento.

Quella di Angelo Volpe, raffinata ed ammirevole nella maniera precisa e brillante è una pittura contemporanea facile solo apparentemente, già in esposizione con successo, tra le ultime mostre, alla Biennale di Venezia del 2011.

 

 

Maria Carla Tartarone, aprile 2013

 

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