Anselm Kiefer in mostra nella

 Galleria  di Lia Rumma e

Simon Keenleyside nella Galleria  Blindarte

 

 

 

Simon Keenleyside, immagine senza titolo, 2013

 

In dicembre si possono vedere mostre interessanti nelle Gallerie napoletane che conducono a riflessioni e a vaghi raffronti. Ad esempio si possono accostare le mostre di Anselm Kiefer da Lia Rumma e  di  Simon Keenleyside  da Blindarte in quanto questi due pittori sembrano vicini per il desiderio di richiamare  il passato e la natura che lo evoca.

L’inglese Simon Keenleyside ha sempre ricercato l’essenza ed il mistero della natura nei boschi dell’Essex, tra fitti alberi, definiti da contorni luminosi, tra i quali potevano individuarsi lunghi muraglioni, a definire geometricamente lo spazio luminoso.

 I suoi vivaci oli su lino  suggerivano, come dicevo, sugli sfondi architetture moderne ma anche antichissime nella assunzione di strutture primarie mentre tra gli alberi venivano inseriti piccoli oggetti indefiniti come occhi  spianti dal passato: antiche presenze, forse ricordi a suggerire pensieri creativi. Già in mostra a Capri nel  2007 a cura di Memmo Grilli, all’albergo Le Sirene, in “Somewhere only we know”  e in Galleria, nel 2009, in “Safe in the Magico f May World”.   l’artista riproponeva immagini del suo mondo, della sua terra,  i suoi pensieri vi si  esprimevano  in geometriche collocazioni e nel colore denso nell’impasto talvolta fluido e gocciolante. Così anche nel 2011,nella stessa Galleria Blindarte, nella collettiva “Passage”, curata dallo stesso Keenleyside che oggi sembra indirizzato a nuove ricerche, nuovi pensieri e nuove ispirazioni.

A guardare i dipinti in  mostra in questi giorni in “Back to the World”, il suo mondo appare diverso, minuziosamente indagato, diviso in frammenti ingigantiti, sia nei quadri di media grandezza, oli su tela, sia nei piccoli acquarelli: la ricerca si fa penetrante e va sempre a ritroso nel tempo. Il pittore studia i suoi maestri, indaga sulle loro maniere, le sperimenta e  nel nuovo percorso si ispira forse agli “irascibili” della scuola americana condotta da Pollock. L’indagine non ci sorprende.  

 

Anselm Kiefer,”Unter den Linden”, all’ombra di un tiglio

  Il pittore tedesco Anselm Kiefer in “Walter von der Vogelweide-für Lia”, un omaggio pittorico a Lia Rumma si ispira ad un  poeta tedesco, Walter von der Vogelweide (1170-1230), notissimo  cantore (minnesanger) di ballate che contribuirono alla diffusione della  “lirica di amor cortese” , dalla Germania alla Sicilia e viceversa, che da lui sembra aver preso l’avvio, durante l’impero di Federico II.

Le opere di Kiefer in mostra, tutte del 2013, si dividono in  grandi libri esposti in apposite bacheche,  nella prima sala,  e due grandi quadri occupanti un’intera parete: “Unter den linden”  (nella brughiera) e “Unter den Linden an den Heide” (nella brughiera sotto il tiglio), di circa cm 965x709 realizzati in una tecnica pittorica in rilievo, su supporto ligneo in cui anche la scrittura si aggiunge alla suggestione delle immagini di  fitti campi fioriti e di un  grande tiglio. I luoghi rappresentati, da attraversare, sono metafore di una ricerca per un incontro. La materia corposa e impregnata di colore, soprattutto il verde, ma anche il giallo delle spighe, da cui emerge qualche baluginìo di rosso, colori che prevalgono anche nei grandi libri esposti, di tela ispessita di gesso: “Unter der lieben”, “Die Konigin von Saba”, “Eos”, racconti di frammentati  ricordi, con  scritte a sottolineare le immagini appena accennate, sempre campi fioriti. Abbiamo visto come nell’artista la pittura  non possa scindersi dalla parola scritta che Kiefer deve ineludibilmente aggiungere, per definire a se stesso il suo pensiero poetico: ”… le poesie sono come boe nel mare: io nuoto verso di loro, dall’una all’altra, in loro assenza sono perduto…”, così dice il pittore e noi siamo aiutati a comprendere la sua opera che ci appare romantica.

 

Maria Carla Tartarone, dicembre 2012

 

 

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