San Giovanni Maggiore

La Basilica rinata per opera

Dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli

 

 

 

 

S. Giovanni Maggiore, l’abside denotante le antichissime origini

 

 La Basilica di San Giovani Maggiore, sita a mezza costa  sulla collina che sale verso i decumani, alle rampe di San Giovanni, sulla antica via Mezzocannone, fu sede di un tempio greco trasformato in epoca romana e  dedicato ad altri dei; grazie all’imperatore Costantino, che fu diffusore sia in oriente che in occidente della cristianizzazione dell’Impero, divenuto tempio cristiano fu modificato nei secoli secondo gli stili normanno, gotico,  rinascimentale,  barocco  e neoclassico. Da sempre rifugio dell’anima.

 Dopo lunghi anni di abbandono, talvolta la Basilica, aperta per restauri per breve spazio di tempo si mostrò agli allievi curiosi della  Università Orientale nel vicino Palazzo Giusso ed ai passanti, che  riconoscevano nell’abside con felice sorpresa l’origine antichissima. L’antica Basilica oggi è riaperta al pubblico dopo quarantadue anni, per merito dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli che ne ha curato il restauro col patrocinio  della “Curia Arcivescovile” e della “Soprintendenza ai beni Architettonici,  al Paesaggio e al Patrimonio Storico Artistico ed  Etnoantropologico” di Napoli e Provincia.

 

 

 

San Giovanni Maggiore, la cappella del Cristo di Domenico Antonio Vaccaro

 

Il restauro della Basilica,  condotto con cautela, nel rispetto dei materiali e del preesistente, ha reso visibile la storia dell’antica Chiesa, pur privata in parte, durante i restauri precedenti, delle sovrastrutture barocche. La nuova  veste che mette in evidenza le cappelle laterali e quelle più segrete ha lasciato in vista tracce delle vicende funeste e nel retro dell’altare le pietre divelte testimoni di epoche lontane. Con cura costante l’Ordine degli Ingegneri oggi mette in mostra questo tesoro con visite guidate, attrae i frequentatori  con impegnative e numerose manifestazioni anche per giovani come la rassegna  di giovani musicisti “Musica in Jeans” ripetuta tra il 17 e il 20 dicembre o  concerti come quello di sabato 24 novembre con musiche dal 1500 al 1990, “Dai Fiamminghi a New York”, tenuto da soli ottoni, il “Neapolis Brass Quintet”. Ma non è solo la  musica in mostra, l’Ordine presenta anche spettacoli  ben  organizzati  dalle Scuole come quello tenuto dalla “Scuola Alberghiera Duca di Buonvicino” sita a Calata Capodichino, in ricordo del poeta scrittore e regista  Pier Paolo Pasolini. Nella lettura di brani  e poesie del grande autore si sono alternati Nuccio Seiano anche insegnante della Scuola, Giulio Forges Davanzati, Giuseppe Sartori accompagnati da un terzetto di musicisti. Ospite e lettrice di eccezione  è stata l’attrice Ida Di Benedetto.

L’ultimo avvenimento, possibile forse solo a Napoli, si è svolto lunedì 11 marzo  con l’ Università degli studi di Napoli “L’Orientale” per il conferimento al grande musicista Riccardo Muti della Laurea Honoris Causa in ”Letterature e Culture Comparate”. In apertura il Magnifico Rettore Lida Viganoni ha ricordato nella sua prolusione i  numerosi meriti e successi del Maestro nel corso della sua carriera.   Sono seguiti il saluto del professore Salvatore Luongo direttore del Dipartimento di “Studi Letterari Linguistici e Comparati” e la accurata Laudatio accademica letta dal professore Giampiero Moretti.   Subito dopo la Lectio Magistralis di Riccardo Muti si è svolta come “prova d’orchestra” con i  giovani musicisti, allievi del maestro Francesco Vizioli, del “Conservatorio di Musica San Pietro a Majella”, una istituzione  di grande tradizione storica presso la quale  lo stesso Muti mosse i primi passi alla fine dei lontani anni Cinquanta. La lezione magistrale ha entusiasmato il pubblico che ha seguito con attenzione  le precise indicazioni  interpretative del Maestro agli alunni che hanno eseguito attentamente ogni suo suggerimento a più riprese, producendosi infine  nella esecuzione perfetta del primo tempo dell’“Incompiuta”  di Franz Schubert.  Certamente questi giovani non dimenticheranno l’ esperienza  di essere stati diretti da un grande Maestro come Riccardo Muti, così rara nella carriera di un giovane musicista, come anche il pubblico non dimenticherà la eccezionale lezione e le affettuose sollecitazioni del grande Muti ai giovani e la gremita Basilica e la particolare accurata cerimonia svolta in così magnifico luogo.

 

 Maria Carla Tartarone Realfonzo, marzo 2013

 

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