A Castel dell’Ovo

La vasta importante mostra del maestro

 Michele Roccotelli

 

 

 

 

Michele Roccotelli pitture e scultura a Castel dell’Ovo 2013

 

 Chiude la vasta ed importante mostra “Mediterraneo” dell’artista scultore e pittore Michele Roccotelli, a cura, anche per la stesura del Catalogo, della scrittrice Yvonne Carbonaro, con la promozione dell’Assessore alla Cultura Antonella Di Nocera.

Si avverte in Roccotelli la necessità di esprimersi con il colore, un colore esplosivo, luminoso che ammanta anche le sue numerose sculture, che costruisce riferendosi sempre agli elementi semantici della cultura mediterranea e pugliese in particolare. L’artista, nelle tredici sale del castello a sua disposizione, ha diviso la mostra secondo temi o sezioni, sicché Napoli, il Mare, il Verde, il Cielo sono posti in particolare rilievo. Tutta la sua produzione, da quella dei primi anni della sua carriera ad oggi, lascia percepire la sua visione pittorica del novecento, quella a lui congeniale, che lo ha aiutato a rivelare il suo spirito poetico ed a costruire la sua maniera.

   

 

 

 

Michele Roccotelli “Mediterraneo”, 2013

 

Una personalità aderente alle rivoluzionarie poetiche avanguardistiche del primo novecento: alle visioni cubiste, al movimentato futurismo, al musicale astrattismo kandiskiano. Nelle sculture si fa contemporaneo: preferisce un’arte minimal,  povera, addirittura concorde con lo spirito del recupero oggi imperante ed attinge ciotole, tegole, piastrelle, oggetti in creta o in legno riutilizzato, con cui costruisce i suoi omini  e gli uccelli, i falchi della Puglia federiciana o  riprende poetiche, vecchie  finestre a persiana sul cui sfondo lascia intravedere il panorama dei suoi paesaggi meridionali.

La pittura è imperante, grandi quadri, su una base rugosa, collage di cartoni ondulati, sabbie e  carte veline,  colori decisi, che irrispettosi del disegno progettuale, esprimono lo stato d’animo del pittore di fronte all’idea, al soggetto: una baia segreta, una grotta, una campagna distesa e ondulata, una vela in lontananza, agglomerati di casucce con il campanile emergente, la città di Napoli, i suoi vicoli, il Mare,  la montagna del Vesuvio ed in primo piano sempre la natura: le agavi, i cactus, i pini raccontati con grandi strisce di colore, macchie e sgocciolamenti luminosi.

La  mosra ha avuto grande successo, come questa ultima estate ad Anacapri, nel Chiostro di San Michele, con molti amici intorno arrivati anche da Bari per rivederlo sul Castello là dove Napoli si mostra nei suoi aspetti più suggestivi, lontana dal disordine o dalla eccessiva quiete delle strade “liberate” dal traffico automobilistico per cui erano state costruite, a congiungere l’est con l’ovest della città.

 

M. C. Tartarone Realfonzo, gennaio 2013

 

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