I giorni della Memoria

 celebrati da

 L’Istituto Campano per la Storia della Resistenza

Dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”

 

  Guido D’Agostino Presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”, professore di Storia alla Federico II, ha concluso il primo ottobre il ciclo di incontri programmati per rinnovare il ricordo delle “Quattro Giornate di Napoli”, i giorni della resistenza spontanea della popolazione napoletana che si ribellò, nel settembre del 1943, ai nazisti invasori.

Gli incontri hanno coinvolto anche gli studenti delle Scuole Medie  napoletane, che accompagnati il 28 settembre alla Sede dell’Istituto a via Costantino, hanno partecipato attivi al tema del giorno, “La memoria come diritto”, ponendo con interesse le loro domande. Nel pomeriggio dello stesso giorno, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, si è tenuta la conferenza sul tema “La memoria come patrimonio culturale”, introdotta dalla direttrice dell’I.C.S.R. professoressa Giulia Buffardi e condotta del presidente D’Agostino,  cui ha fatto seguito la proiezione del filmato   Di quei giorni” di Romualdo Capone.

Nel giorno 29 gli alunni delle scuole superiori sono stati chiamati alla visione del film di Nanni Loy “Le Quattro Giornate di Napoli ” proiettato nella biblioteca monumentale del “Liceo Eleonora Pimentel Fonseca”.

  Ma le ricerche sul filo della memoria coinvolgono anche i giovani, infatti il primo ottobre, nella sede della Casa Editrice ESI,  il  Professore D’Agostino ha presentato, al termine delle celebrazioni delle quattro giornate, un’approfondita ricerca della giovane ricercatrice Isabella Insolvibile, pubblicata nel suo libro “Wops. I prigionieri di guerra in Gran Bretagna (1941-1946)”. Il libro presentato dai professori Gloria Chianese, Paolo De Marco e Francesco Soverina, riflette  l’interesse della giovane studiosa verso un periodo storico non ancora interamente indagato,  che  riguarda la vita difficile condotta da 155000 prigionieri italiani  in Gran Bretagna, la vigilia interminabile della loro liberazione ed i riflessi che quel periodo di prigionia impresse nella loro vita anche dopo il traumatico ritorno in una  patria come il meridione d’Italia negli anni difficili del dopoguerra.

 

 Maria Carla Tartarone, 3 ottobre 2012

 

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