Salvatore Pica chiude la Galleria

ed apre il sipario del

Teatro Provvisorio

 

 

Il futuro di Salvatore Pica: il Teatro Provvisorio

 

La Picagallery ha chiuso. Salvatore Pica  minacciava da tempo questo epilogo, da quando nel 2009 in una intervista  ad Antonio Fiore per il Corriere del Mezzogiorno dichiarò “il mio spazio non chiude, ma diventerà la sede del club degli emarginati dell’arte, di cui sono leader. Fonderò il PAN, ovvero Povera Arte Napoletana”.

E già nel 2008 era uscito il libro dei suoi primi quarant’anni di arte: ”Vissi d’arte 1968-2008”, edito da Alfredo Profeta in cui raccontava della sua avventura e  degli artisti importanti che lo avevano attorniato. Si, perché l’io narrante, il protagonista, è sempre stato lui. Essenziale nella costruzione di questa personalità  caleidoscopica è stata la curiosità che gli ha offerto  possibilità di interessi molteplici se si pensa che  tra le arti fin da bambino lo attraeva il jaaz, quando alla libreria americana di via Medina 16 poteva infilarsi indisturbato le  cuffie e farsi prendere da quel mondo eccitante della musica nuova.

Salvatore Pica, padrone sempre di una frizzante ironia: a chi gli dice “oggi i giovani artisti  si organizzano, si muovono molto”, risponde: ”si, si muovono da una stanza all’altra”. Ma i suoi amici non sono da meno sicché la conversazione alla Picagallery è stata sempre frizzante e il tempo è passato frusciando agitato, bisognava chiudere la porta.

Donatella Ursumando Piemontese, senza titolo, 2000

Irina Morokovskaia, Senza Titolo, 2012

   

La pagina dedicatagli in questi giorni dal Mattino illustra una vita ricca di iniziative e di incontri straordinari  e la creazione nel 2000 della Galleria ha visto sfilare dinanzi a lui e ai fortunati frequentatori personalità rilevanti di architetti, fotografi straordinari,  pittori e scultori illustri  fino agli ultimi amici in mostra, Donatella Ursumando Piemontese pittrice di iniziali immagini figurative fino ad approdare alle recenti geometrie astratte in poligoni intercambiabili, Irina Morokovskaia giovane pittrice ucraina di quadri preziosi e  l’ironico  costruttore di architetture  Checco Moroso (“Le case di Virginia Wolf” del 2006), poi più volte in mostra con creazioni vibranti di ironia come “le Uova” elaborate e preziose dedicate a Berlusconi  (Berluscov, volendo ispirarsi a Fabergè che le realizzò per i Romanov) e inverosimili giochi di carta, ultima mostra  dell’ultimo giorno “Che palle!”

Checco Moroso, “Che Palle!”, maggio 2012

Ora per Salvatore Pica  l’avventura è il Teatro Provvisorio che lo attrae già da qualche tempo e lo trascinerà nuovamente ‘on the road’ davanti al pubblico con cui ama intrattenersi in sempre nuove divertenti serate.

Maria Carla Tartarone Maggio 2012

 

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