Al Blu di Prussia

le immagini di Vittorio Pescatori

il Cinema di  Luigi Comencini

un maggio ricco di eventi

 

 

 

 

Vittorio Pescatori in Galleria

 

Si susseguoo gli eventi Al  Blu di Prussia: inaugurata la mostra di Vittorio Pescatori, il fotografo pittore e poeta, si snodano i Giovedì del Cinema di Comencini mentre si alternano le presentazioni di libri, ultima quella di Patrizia Zoppa Mulas che  ha presentato  il suo “Purché una luce sia accesa nella notte” (edizioni et al.) in quattro racconti, leggendone alcune pagine con convincente recitazione e con la proiezione di alcune immagini di Milano, nostalgici scatti presi negli anni dalla madre, la  nota fotografa Maria Mulas.

Di Comencini abbiamo già visto nei Giovedì dedicati al Cinema “Tutti a casa”, “La ragazza di Bube” ,“Senza sapere niente di lei”.

Frattanto adorna le pareti della Galleria sapientemente illuminata la bella Mostra di Vittorio Pescatori, un artista fotografo  pittore e poeta che accompagna le sue immagini con argute essenziali didascalie che agevolano la comprensione del particolare che l’artista vuole evidenziare. I particolari diventano così episodi; i suoi brevi scritti racconti ironici.

 

 

I colori poi, soffusi su tutto il piano dell’immagine in toni di verde di ocra e di rosa connotano le sue atmosfere di poetica nostalgia. L’ironia è stemperata dal colore anche nei pastelli protagonisti negli album da sfogliare, non da meno delle fotografie mai in bianco e nero.

 Sua amica del passato è  stata Alda Merini che ha composto per lui rime per i Cataloghi delle mostre capresi del 2008  (Se io  come Pinocchio/ potessi diventare un mandorlo in fiore/ o la vibrazione di un violino puro/…vorrei essere solo un bambino/ per sentire i morsi del primo amore.) e  del 2009. Il colloquio poetico continua nelle immagini di Pescatori.

 

 

 

 

Vittorio Pescatori, “Tramonto nel Sahara”

 

Moltissimi scatti  quasi sempre appunti di viaggio raccolti in tutto il mondo, molte di Tozeur,  di Tangeri, del deserto, ma anche di New York, di Milano, di Capri. In una di queste foto-colloquio coglie la napoletanità negli aromi essenziali nel Sud del caffè e del basilico. A favorire la comprensione del fruitore l’artista accosta, come in un dittico, a due a due le immagini: lo scuorno ai piedi del Monumento di Dante a Napoli analogo alla vergògna del milanese ai piedi del Monumento di Mazzini: le immagini si precisano nel paragone che le accomuna e insieme argutamente le differenzia.

 

Maria Carla Tartarone, maggio 2011