Pier Luigi Nervi al Cinema Augusteo

 Il progetto e la realizzazione

 

 

Frontespizio del Catalogo “Pier Luigi Nervi Architettura come sfida”

 

E’ stata allestita a Salerno la mostra “Pier Luigi Nervi Architettura come sfida” a cura di Carlo Olmo e di Cristiana Chiorino, promossa dal sindaco Vincenzo De Luca, prodotta dall’Associazione Pier Luigi Nervi e dal CIVA con la cooperazione del MAXXI che possiede nel suo archivio rilevanti documenti del maestro, attivata dall’Università di Fisciano (Sa). Per questa circostanza domenica 17 dicembre al Cinema Augusteo l’architetto Ugo Carughi, autore di un recente volume “Maledetti Vincoli”, ha voluto illustrare, in una sorta di visita guidata, la rilevante opera realizzata a Napoli da Pier Luigi Nervi con la costruzione appunto del Cinema Augusteo ed i lavori conseguenti di riadattamento del sito comprendente la Funicolare Centrale e parte della Funicolare del Corso Vittorio Emanuele. Il Catalogo della mostra edito dalla Silvana Editoriale, nella quarta di copertina ricorda come Nervi (1891-1979) “abbia esplorato tutte le possibilità espressive e strutturali del cemento armato”… ponti, chiese, una cattedrale, stadi, edifici industriali, torri e infrastrutture di trasporto”.

Il racconto storico, svolto dall’architetto Carughi per il pubblico impreparato ma incuriosito, ha messo in rilievo anche gli esordi del giovane Nervi che subito dopo la prima guerra mondiale si recò a Firenze a dirigere la “Società per Costruzioni Cementizie” per conto del suo professore bolognese Attilio Muggia. E’ dei primi anni Venti a Firenze la sua copertura del Cinema Alhambra in Piazza Beccaria (1919-21). Realizza di poi una serie di costruzioni industriali a Prato, iniziative troppo autonome che gli procurano la cessazione dei suoi rapporti con Muggia. Con la nuova “Società Ingg. Nervi e Nebbiosi” fondata a Roma nel 1924, costruisce il Teatro Vittorio Emanuele di Montecatini ed esegue i lavori di copertura del Teatro Bruno Banchini di Prato, oggi “Politeama di Prato”.

Come vediamo il tema delle coperture lo interessava particolarmente e questi lavori costituiscono “il preludio della bellissima copertura a travi radiali del Cinema Teatro Augusteo della Società Funicolare Centrale di Napoli , prima opera significativa riportata dalla tradizione storiografica di Nervi”. L’architetto Carughi ha fatto notare al pubblico le strutture della copertura in cemento armato, in forma circolare, di trenta metri di diametro con al centro un lucernario di 20 metri, apribile ancor oggi con gli stessi meccanismi di progetto, sebbene con motori attuali più potenti, installati nel 1992. Ha mostrato infine il collegamento reticolare tra i due anelli sovrapposti al cui interno furono ricavati gli uffici. Carughi mostrando grafici resi disponibili in buona parte da Pippo Caccavale, coautore del restauro del 1992 e collaboratore all’incontro, ha posto l’accento sui pilastri, sulle mensole ricurve, illustrando il pensiero del maestro per cui “l’arte non è solo estetica, ma deve manifestarsi come funzionalità e staticità” evidenziando, come usava dire Nervi, “le magnifiche qualità plastiche del cemento armato”. Il pubblico ha potuto comprendere attraverso i documenti in video come per la pendenza della collina del Vomero che prende le sue radici da via Toledo, l’aderenza alla Funicolare, che si sviluppa nel sottosuolo sottostante la Via Speranzella, la cui prima fermata è al Corso Vittorio Emanuele, si fosse inizialmente reso necessario impostare il progetto con una sala invertita: il palcoscenico era rivolto in posizione contraria. Gli studi più approfonditi del sottosuolo consentirono poi la sistemazione attuale. Il restauro del 1992, operato dai proprietari Caccavale con la collaborazione dell’architetto Carughi, cui ha collaborato attivamente Giuseppe Caccavale, ha consentito di acquisire in quel contesto numerosi documenti che hanno condotto a nuove conoscenze e prodotto nuove ricerche, non ancora esaurite. Ci si ripromette di verificare gli interventi di Nervi alla Stazione della Funicolare del Corso Vittorio Emanuele, suggeriti da un architetto spettatore che ha rinvenuto il nome di Nervi su un ridosso di scalino in quel luogo. Sembra ancora che Nervi, (autore già nel 1933 del Tabacchificio di Firenze) possa essere intervenuto nella Manifattura del Tabacchificio Napoletano come appare dalla ricerca in fieri del giovane Pasquale Apicella, anch’egli tra il pubblico, laureando della Università di Fisciano. Gli spettatori hanno lasciato il Teatro certamente più incuriositi: della presenza di Pier Luigi Nervi a Napoli ci sarà ancora da dire.

 

 

 Maria Carla Tartarone, febbraio 2013

 

Condividi