Al Museo Madre in mostra Sol LeWitt

A Palazzo Reale Jimmie Durhan

 

 

 

Sol LeWitt al Museo Madre

 

Il Museo Madre riprende da protagonista le iniziative dell’Arte Contemporanea a Napoli ed inaugura la nuova stagione artistica mentre il Presidente Pier Paolo Forte stringe attorno a sé la Commisione composta dai membri del Cda Laura Cherubini ed Antonio Blandini, e dai membri del Comitato scientifico della Fondazione ( Andrea Bellini, Joanna Burton,Bice Curiger, Gianfranco Maraniello, Chus Martinez) che si prepara, dopo una difficile scelta, per la qualità dei candidati al concorso, alla conferma della nomina del nuovo Direttore, Andrea Viliani, nella riunione del 21dicembre.

La mostra inaugurale in palazzo Donna Regina è “Sol LeWitt, l’artista e i suoi artisti”, curata da Adachiara Zevi di cui è in libreria il suo ultimo, esaustivo libro sull’artista: “L’Italia nei wall drawings di Sol LeWitt”, pubblicato da Electa. L’artista, uno dei padri fondatori del Concettuale minimalizzava le modalità di intervento affidando la realizzazione del “concetto” ad una squadra di artisti, come ricorda il titolo della Mostra che è in parte frutto della partnership con il Centre Pompidou di Metz e con la fondazione Sol LeWitt di Chester, nel Connecticut.

L’artista americano, nato nel 1928, visse per molti anni a Spoleto che ne ha ricordato la sua originale ripresa dell’invenzione del “libro d’artista” e la sua intera produzione, celebrandolo nel 2009 dopo la sua morte avvenuta nel 2007 a New York. Va ricordato che LeWitt amò molto l’Italia e in particolare Napoli da quando prese a frequentare la Galleria di Lucio Amelio nel 1975. Recente è la mostra di LeWitt per l’opening della nuova Galleria di Alfonso Artiaco.

 

 

 

Jimmie Durham alla Sala Dorica

 

 La mostra antologica al Madre copre circa un cinquantennio della vita dell’artista e si divide in tre sezioni: opere inedite da realizzarsi, opere realizzate, secondo l’idea concettuale di Sol LeWitt, da altri artisti, ed opere di artisti da lui amati e conservate. Le opere inedite riguardano cinque progetti del 2007, oggi realizzati appositamente per il Madre, provenienti dai famosi “wall drawings”, disegni murali concepiti già negli anni Settanta come piatte adesioni alla parete, molti realizzati. Questa stessa tipologia di opere venne più tardi rivisitata dal maestro con una visione opposta: divergere, allontanarsi dalla parete con intenti spaziali opposti: gli “Scribbles”, le sue ultime opere , realizzate per la mostra napoletana da un artista specializzato, inviato dalla fondazione LeWitt di Chester. La seconda sezione della mostra consiste di 47 opere di provenienza napoletana: disegni, guaches e sculture realizzate e lasciate a Napoli. La terza sezione riguarda 95 opere, in gran parte provenienti dalla sua ricchissima collezione privata, ben 4000 opere, sue e di artisti contemporanei, che testimoniano il percorso di cinquant’anni di arte internazionale, arrivate al Madre per la collaborazione del Centro Pompidou di Metz.

Quasi in contemporanea, nella Sala Dorica del Palazzo Reale sabato 15 dicembre, nell’ambito del Progetto XXI, la Fondazione del Madre ha inaugurato, in collaborazione con la fondazione Morra Greco, la mostra personale “Wood, stone and Friends” di Jimmie Durham, un altro artista rilevante della linea analitica dell’arte contemporanea, La mostra nella vasta, antica Sala Dorica è un’interessante installazione site-specific formata da resti di alberi atavici, pietre vulcaniche e resti di scavi, ma anche da rudi attrezzi industriali per la lavorazione del legno a cui le piante si mostrano strettamente avvinte: la natura sembra perdere la sua essenza e la sua libertà stretta nelle morse dell’ intervento dell’uomo industriale. L’artista cherokee nato in Arkansas nel 1940, si pone come una delle figure-chiave nell’ambito degli studi critici della cultura post-coloniale; scultore, saggista e poeta, dedicandosi al teatro ed alla performance, è stato negli anni Settanta attivo nell’ American Indian Movement. Negli stessi anni ha cominciato a realizzare oggetti, assemblages ed installazioni costruiti con materiale povero mettendo in crisi, con molti altri artisti aderenti al movimento, gli stereotipi della cultura occidentale. Ha partecipato dagli anni Novanta a mostre quali Documenta e la Biennale di Venezia. Oggi vive a Roma.

 

Maria Carla Tartarone, dicembre 2012  

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