Nella nuova Galleria di Alfonso Artiaco

In un’ala del Palazzo di Raimondo di Sangro

per l’opening Sol Lewit e Liam Gillick

 

 

 

Un’opera di Gilbert& George fa da sfondo in un’ala della Galleria

 

 Il 24 novembre  Alfonso Artiaco ha inaugurato la sua nuova Galleria al centro storico, un’ opening affollata e festosa per il gallerista napoletano che conduce a Napoli artisti di fama internazionale, accompagnandoli anche in prestigiose  Mostre  e Gallerie europee.

 La serata si è protratta per ore nel grandioso appartamento settecentesco sito in un’ala del Palazzo del Principe di Sansevero cui si accede dalla piazzetta Nilo. Gli artisti scelti per la mostra inaugurale sono stati Soll Lewit e  Liam Gillick, ma non è mancata un’opera di Gilbert & George a fare da sfondo alla infilata di sale del maestoso appartamento.

 E’ molto tempo che non si vedevano a Napoli le opere del maestro concettuale Soll Lewitt un americano nato nel 1928, che ha amato molto l’Italia vivendo per trent’anni a Spoleto che lo ha celebrato nel 2009 dopo la sua morte a New York  nel 2007. Sol Lewitt, un pioniere,  negli anni sessanta  avviò una corrente del Concettuale che s’incentrava sulla creazione dei “Libri”, una pratica non nuova che già era stata introdotta dalle avanguardie storiche: con Soll Lewit si è iniziato a parlare del “libro d’artista”, del libro come lavoro d’arte, del “libro-oggetto artistico”, del “libro-opera” una ricerca  cui molti artisti  dopo quegli anni si sono dedicati. Erano lavori in cui prevaleva la geometria delle forme, da cui provengono anche le opere degli ultimi anni che hanno  raggiunto un’astrazione sublime.

 

 

 

 

 Liam  Gillick                                                                                                         Sol Lewitt

   

Liam Gillick è invece un giovane artista che, nato nel 1964 in Inghilterra, vive a New York e si autodefinisce nell’ambito dell’Arte Concettuale dove si esprime talvolta con altri artisti con i quali si è dedicato ad approfondire le conoscenze dei rapporti fra architettura, design ed arte. Tra i primi  della generazione Young British Artists degli anni Novanta viene affascinato dai padri dell’astrazione geometrica, come i maestri di De Stjil o del funzionalismo architettonico, per cui produce opere dalle strutture geometriche modulari, come è avvenuto per la Biennale di Venezia 2009 in cui sviluppa  una sua “idea” concretizzando una cucina tedesca degli anni Venti, una serie di strutture in legno grezzo, già modernissime, piazzandovi un gatto, esposizione alquanto contestata. Le sue opere che sviluppano di volta in volta una sua idea, si esprimono in forme geometriche spesso di alluminio luminescente o di plexiglas colorato, come si evince dalle opere attualmente in mostra in Galleria.

 

  Maria Carla Tartarone, dicembre 2012

                    

Condividi su Facebook