“Carmen…Bruno Fermariello e le ragazze Rom di Nisida

 in mostra

all’Istituto Cervantes

 

 

 

Bruno Fermariello tra le “Carmen”, Istituto Cervantes 2011

 

            Il filosofo artista Bruno Fermariello ripete un’esperienza vissuta nel 2007 con i ragazzi di Nisida, quando da lui guidati, studiarono e interpretarono con immagini il mito di Gilgamesh, re di Uruk.   

            Spirito profondo e vivace questa volta il Maestro ha  stimolato all’arte le ospiti  Rom di Nisida conducendole in mostra all’Istituto Cervantes con una  produzione significativa: numerosi quadri di grandi dimesioni, acrilici su tavola mettono in rilievo la sensibilità delle allieve al soggetto proposto, la Carmen, un complesso personaggio creato nel primo Ottocento da Merimèe e messo in musica più tardi da Bizet.

            Appresi la storia e il personaggio, discussi con  Fermariello i sentimenti e le impressioni in loro suscitate,  le allieve nella interpretazione scaturita dal connubio della immaginazione  con la cultura Rom, prima con schizzi  e poi con disegni più decisi e più grandi,   hanno trasposto le visioni su pannelli di legno.  Così succede che la Carmen talvolta venga rappresentata con tre teste simbolo di ambiguità e le vengano spesso raffigurati accanto serpenti insidiosi. A rendere magica l’atmosfera e a marcare le figure non manca la flessuosità della danza.

 

 

 

interpretazioni della“ Carmen”  delle ragazze di Nisida, 2011

           

             I colori  sono fondamentali al disegno: precisano l’immagine, acuiscono le interpretazioni: il volto talvolta giallo, solare ma più spesso buio,  rappresentato col colore nero, designa una Carmen peccatrice, ambigua mentre un leggero alone di giallo e di arancio e la presenza di fiori  sembrano alludere a certezza di riscatto, di redenzione.

            E’ questa l’immagine del quadro di Maria, una delle grandi tele, come quella di Sabrina che vedono le autrici presenti eccezionalmente alla Mostra. Le due giovani artiste presenti hanno riscosso successo anche per le loro compagne assenti, mentre il Maestro Fermariello si è prodigato in  chiarificazioni circa il lavoro delle allieve, l’attenzione all’apprendimento, mentre noi  abbiamo immaginato accurato l’insegnamento eccezionale. Al Maestro dunque la lode di essere stato capace, attraverso un attenta comunicazione,  di suscitare espressività coloristiche e lineari essenziali ed incisive, fantastiche e personali, naives ed eleganti.  Scaturisce senza dubbio da questa mostra la personalità eccezionale di questo artista,  partecipe dal 1992 a numerose mostre collettive (“Imprimatur”, Thalassa Thalassa”) e personali alla Casina Pompeiana, da Pica Gallery, al Castello Giusso di Vico Equense (“Germinale”) 2006,  ad Ercolano (“Ossessione Vesuvio”) Napoli 2007, al Chiosro del Bramante a Roma (“A Bartolo”) 2009. 

            Di Bruno Fermariello, in attesa di nuove mostre,  al Cervantes  abbiamo visto  la geniale opera  di regia che ammiriamo per la forte carica di umanità da lui propagata.

 

Maria Carla Tartarone, settembre 2011 

 

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