Al Museo  “La Casa Rossa”

  I “Ditirambo” ad  Anacapri di

  Sergio Fermariello

 

 

S.Fermariello, “Guerrieri”, 2011,  alluminio e ottone su tavola, cm.40x40

 

            Il Museo “La Casa Rossa”, edificata tra il 1876 ed il 1899 come abitazione privata, insieme alle iniziative ed agli eventi estivi di Anacapri sempre piacevoli, riscuote particolare interesse per le curate esposizioni.

            Quest’anno la Pinacoteca è stata corredata di un video ad illustrare i più recenti restauri che in qualche caso hanno messo in luce i pentimenti dell’artista come nel “Rito matrimoniale a Capri”, olio su tela cm. 114x150 di Eduarde Alexandre Sain (1830-1910).

            E’  già di qualche anno l’importante acquisizione delle tre preziose statue  di divinità marine del primo secolo ritrovate nella Grotta Azzurra; mentre al secondo piano del Museo è di quest’anno l’ esposizione di alcuni  acquerelli, tra cui “La Casa Savarese” ed una “Veduta della Marina Grande”,  tutti datati 1937, di un poetico artista, Aldo Raimondi (1902-1998), creatore di atmosfere rievocative che ben si adeguono alle piacevoli vedute dal sito, in una sintesi suggestiva di arte ed ambiente.

           

 

S. Fermariello “Primo Ditirambo”, 2011, carta su alluminio, cm. 50x70

           

            Il 3 settembre un evento insolito: si è  inaugurata negli ambienti del piano terra, per l’Associazione Culturale ArteAs la Mostra di arte contemporanea “La Casa Rossa”, curata da Patrizia Di Maggio e Maurizio Siniscalco, pensata da Sergio Fermariello proprio per questo Museo. Infatti,  oltre ad una grande scultura “Il Guardiano del Sogno” realizzata in acciaio inox (ruote di biciclette deformate) ed acciaio corten, un cactus pungente ed angoloso significante  la natura in una delle sue più antiche espressioni, anche le altre forme di arte presentate da Fermariello alla Casa Rossa (opere in alluminio e ottone su tavola e opere colorate ad olio su carta e alluminio) ci propongono insieme agli atavici eserciti di guerrieri un racconto antico che trascorre da un’età guerriera, l’età omerica delle battaglie da vincere, sempre combattute dall’artista, ad un’età esiodea della conoscenza e del lavoro, dell’adesione alla realtà della natura espressa sia nella scultura che nelle pitture della ultima maniera.

            Inoltre le opere: ad esempio i “Guerrieri” in alluminio e ottone su tavola, o in pasta di marmo su tela, di cm. 40x40 o la stessa scultura “Il Guardiano del Sogno”, poveristica, e  in particolare i nuovi “Ditirambo” di cm. 50x70, in olio su carta e alluminio, non hanno le grandi dimensioni delle opere che fin qui hanno riempito le pareti di importanti Musei, ma sono proporzionate al luogo, pensate in onore di Anacapri a celebrarla.

 

Maria Carla Tartarone, settembre 2011

 

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