Riccardo Dalisi ci insegna a osservare le cose,

la loro anima, la loro memoria nel suo  libro

“Acqua dueO”

 

 

 Sono per ora terminate le mostre di sculture  alle Cavallerizze di   Caserta  e quelle dei Gioielli di ceramica, “Pintaderas” creata per “Terre Blu” di cui una parte, dal titolo “I gioielli sostenibili di Riccardo Dalisi”, è stata in mostra  prima  alla Triennale di Milano, poi a Vicenza a Palazzo Bonin Longara e poi al Pan di Napoli  dove l’artista ha portato numerosi cartoni riciclati della Ditta Sabox per dipingerli con molti  giovani, sul posto, il giorno della inaugurazione.

Da qualche mese  Dalisi ha pubblicato un nuovo libro, “Acqua dueO”, H2O Edizioni, fondamentale per tutti noi, perché  ci spiega e ci documenta “i vari stati dell’acqua”con numerose immagini, alcune create con tratti  essenziali, insistiti e con poco pallido colore, altre vibranti di colore verde, azzurro, blu, un lunguaggio pittorico calcato per simulare torrenti, cavalloni, cascate, acquazzoni. E i colori vivaci i dei pesci nel mare o nello stagno guizzanti, che rendono più chiare  le parole incisive, che il professore ci trasmette a convincerci del perché l’acqua debba essere necessariamente pubblica; del come, dai primordi  sia stata trasmesssa  all’uomo l’immagine dell’acqua come gioia, fiducia, vita per chi ha avuto la fortuna di toccarla e bagnarvisi senza restrizioni; di come scienziati e artisti in primis Leonardo siano rimasti commossi dall’osservare l’acqua, interpretarla, comunicare con la sua anima…perché si, l’acqua ha un’anima.

 

  

Riccardo Dalisi, dipinti su carta riciclata in tecnica mista: interpretazioni dell’acqua

 

Il libro inizia con le premesse di Riccardo Dalisi e di padre di Padre Zanotelli.

Dalisi, nella sua premessa, annuncia l’intento di mostrare per primo lo sforzo di molti uomini che hanno dedicato le oro energie al problema dell’acqua libera e ne dà primi esempi nei membri nell’Associazione H2O e nell’opera di padre  Alex Zanotelli. E, di seguito, proprio padre Zanotelli  si fa testimone delle miserie di molte popolazioni dovute alla mancanza dell’elemento fondamentale per la provvidenza umana, l’acqua, di cui l’uomo è formato per il 70% e  che le popolazioni lontane da fonti idriche ormai chiamano “l’oro blu” di cui le multinazionali ben comprendono il valore  intendendo privatizzare l’acqua.

  Nella presentazione di Cintya Concari (presidente dell’Associazione No Profit H2O) e Roberto Marcatti, sostenitori di questa difficile campagna, si compiacciono dell’adesione del maestro e ricordano le recenti mostre:  H2O Nuovi scenari per la sopravvivenza” all’Università di Montreal (UQAM) e  in agosto al Castello di Acaya (Le) “L’acqua in mostra“ , dove con orgoglio hanno ricevuto dalle mani di Dalisi ‘Il compasso  di latta’,  a suo tempo studiato attentamente nelle sue motivazioni etiche e ormai noto agli artisti e agli studiosi.

 Nel capitolo “L’anima delle cose, L’anima dell’acqua l’autore si  riferisce a James Hillman, lo psicologo recentemente scomparso, che nel suo “Il potere. Come usarlo con intelligenza”, (Rizzoli 2002)  mette in evidenza come anche le cose abbiano bisogno di cure e poi si chiede: ”E l’acqua, bene universale, comune, vitale, quale attenzione, amore, cura richiede?” e aggiunge: ”il considerarla una merce è condizione che le toglie, appunto, l’anima, il valore, la forza mitica che ha e deve continuare ad avere”. “L’acqua è necessario veicolo per disciogliere le sostanze e per farle circolare, per far circolare tutto ciò che è vita”.

E chi, il più grande di tutti, si occupò dell’acqua? Il grande Leonardo scrisse e disegnò molto sull’acqua e dal Codice Forster come dal Codice Arundel  Dalisi trae  alcuni versi  mentre dichiara che proprio partendo dai  disegni del Maestro, ha imparato a disegnare l’acqua nei suoi moti e a inserirvi il colore.

 

 

 

Riccardo Dalisi, uno stato dell’acqua in cui gioca soprattutto il segno

 

 Altro tema trattato dall’autore è “La memoria  dell’acqua” (teoria di Jacques Benveniste, 1985)  tema che ha affascinato anche altri studiosi, come Roberto Germano e Giulio Callegari). A tal proposito  Dalisi ricorda gli antichi usi di costruire piccoli templi in luoghi aridi per la certezza che si era ottenuta,  tramite un rabdomante, della presenza dell’acqua nel sottosuolo, magari a grande profondità.  Dalisi non trascura di dedicare un capitolo  a “L’armonia dell’acqua” e non trascura di citare “L’albero della conoscenza” (Humberto Maturana e Francesco Varela, Garzanti 1987) in cui gli autori sostengono che “in ogni organismo c’è una forza autocreatrice ed una forza autoriparatrice: l’autopoiesis”, un’attitudine all’armonia.  

 L’ultimo omaggio è per un artista contemporaneo simbolo della videoarte, Bill Viola che nelle sue immagini e nelle sue installazioni, esaminando i temi della “purificazione, della dissoluzione e della rinascita”, inserisce sempre l’acqua.   E’ bene diffondere con tanto convincimento e passione il problema dell’acqua pubblica: dobbiamo far presto perché alcuni scienziati prevedono la crisi entro cinquant’anni e gli appelli si fanno  sempre più urgenti.

 

Maria Carla Tartarone, settembre 2012

  

 

 

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