Riccardo Dalisi

alle Cavallerizze di Caserta

con “Cavalieri e Oltre”  

 

 

 

 

Riccardo Dalisi, immagine  da “I cavalieri e oltre” alle Cavallerizze di Caserta

 

A Caserta sono state restaurate le Sale delle Reali Cavallerizze del Palazzo dei Principi di Acquaviva, oggi Palazzo della Prefettura, adiacente la facciata est del Palazzo Reale.

Le ha inaugurate la mostra di Riccardo Dalisi “Cavalieri e oltre”: sculture, disegni, pitture, grandi e piccole opere che mettono in evidenza il percorso dell’artista nelle molteplici direzioni cui si è rivolto nei tanti anni di attività che gli hanno consentito di esporre e di conservare le sue opere nei maggiori musei del mondo.  La mostra è a cura delle Sovrintendenze di Caserta e Benevento nella persona  di Vega De Martini e con la collaborazione di Civita.

Nelle vaste sale sono disposte le grandi sculture, ma ache disegni e pitture alle pareti, che nella loro realizzazione percorrono direzioni ed influssi interessanti senza tuttavia discostarsi dalla  precipua impronta figurativa dell’artista, ricca di spiritualità e di umanità: cavalieri rigidi e schematici nel metallo (rame, ferro battuto, latta), a partire dalle caffettiere storiche e dai compassi all’apparenza rudimentali nell’uso della latta, per arrivare a  sculture inneggianti alla spazialità di Henri Moore, decise nel linguaggio audace contemporaneo del rame o sorprendenti nel legno dipinto di candido bianco.

 

 

 

Riccardo Dalisi immagini del fotografo Giovanni Izzo e Andrea Noto alle Cavallerizze di Caserta

 

Figure protese verso nuove sperimentazioni e nuovi mondi: il movimento è stato sempre egregiamente rappresentato da Dalisi che oggi sembra prediligere immagini morbide nelle linee e di grandi dimensioni, realizzate da tempo nelle raffigurazioni femminili di Madonne col bambino. Risultati di studi interessanti Dalisi li ha da tempo evidenziati anche nel volume “Gaudì, mobili, oggetti” edito da Electa nel 1979 che documentano la formazione nel tempo del nostro artista  e  l’evoluzione della sua maniera in cui sembrano esprimersi anche echi delle architetture, delle sculture e  degli arredi  del grande architetto spagnolo Antoni Gaudì. Significativo, mi sembra, avvicinare alcuni dei suoi irrequieti movimenti scultorei  ed alcuni  suoi movimenti coloristici, quasi mosaici dalle grandi tessere,  alle architetture ed alle sculture (il cancello in forma di drago o altri animali in movimento e id il trattamento dei colori nelle architetture)  del Parco Güell  di Gaudì a Barcellona).

   

 

 

 

 

 

Riccardo Dalisi “Cavalieri e oltre” alle Cavallerizze di Caserta

 

Abituato ormai ad esporre le sue opere nelle piazze e nei giardini pubblici Dalisi non fa  risparmio di materiali e le grandi dimensioni favoriscono l’espressività del movimento nella lotta cavalleresca, nella tensione a procedere sempre avanti in una dualità di offesa-difesa insita nei personaggi. Dualità propria  già realizzata nei molteplici  punti di vista  dei suoi innumerevoli compassi di latta, che, nella contrapposizione al “compasso d’oro”, sono giunti ad ispirargli il premio, “il compasso di latta” istituito nel 2010 dopo una lunga riflessione e la costutuzione di un regolamento improntato non solo a capacità estetiche  ma soprattutto a principi etici. A questo punto è altresì doveroso sottolineare come Dalisi si sia sempre avvicinato ai giovani nel desiderio di vederli crescere da protagonisti,  sia nelle botteghe dei lattonieri, sia nelle aule della Facoltà di Architettura di Napoli che  nelle scuole dei rioni difficili dove ha  avvicinato l’arte agli adolescenti.

 L’artista non dimenticando di manipolare sottili placche o fili metallici ha realizzato quasi automaticamente una infinità di piccoli oggetti leggeri, poi vibranti nell’aria, vicini al pensiero di Calder, oggetti di matrice “ultrapoverissima” che sono diventati gioielli, già in mostra alla Triennale di Milano dal febbraio all’aprile di quest’anno a cura di Alba Cappellieri. Nel Catalogo  della editrice Marsilio, “Il gioiello sostenibile di Riccardo Dalisi”, Silvana Annichiarico, (Direttore Triennale Design Museum) rileva: ”che siano fatti di ottone o di latta, di carta stagnola o di vetri colorati, questi gioielli  -tutti rigorosamente realizzati a mano- confermano che Dalisi è l’ultimo esponente della tradizione animista del design italiano: a guardarli con attenzione sembra respirino, pulsino, si muovano”. Del resto abbiamo visto come in tutti gli ambiti della sua arte, il movimento sia  sintomatico propulsore della sua espressività.  

E’ in edizione il Catalogo per la mostra alle Cavallerizze cui collaborano  la curatrice Vega De Martini, i fotografi Giovanni Izzo e Andrea Nuovo.  A Caserta, in contemporanea, presso lo  studio “Terre Blu”, dell’architetto Giuseppe Coppola si è vista anche la mostra “Cavalieri e oltre_i gadget” ed è in programma una mostra di gioielli al Pan.

 

Maria Carla Tartarone, giugno 2012

 

  

 

 

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