A Pizzofalcone sul Monte Echia

molti preziosi ricordi storici.

all’Archivio Militare il 28 settembre

la presentazione  del libro

 “La coerenza di un intellettuale

 di Giancarlo Cosenza

 

 

 

 

La Chiesa dell’Immacolata a Pizzofalcone

 

            Sul Monte Echia, a Pizzofalcone insieme a qualche rara presenza archeologica, mura tufacee  che ricordano la fondazione della città nelle origini greche e poi romane, esistono ulteriori presenze storiche che non possono trascurarsi e devono essere conosciute dai cittadini napoletani. Sarà bello passeggiare in collina e raggiungere quei luoghi, magari salendo dal Chiatamone attraverso  l’ascensore di prossima apertura, fermandosi ai giardini con panchine e splendida vista, a precipizio sul Castel dell’Ovo. Sull’Acropoli  molti e ignorati sono i monumenti da conoscere e da salvare: guardandoci attorno vediamo le arroccate mura della caserma Bixio e alla sua base L’Archivio Storico Militare. Da rosse le mura si fanno bianche e dirute nella Chiesa dell’Immacolata a Pizzofalcone  di cui Galante riferisce notizie: “edificata sotto il titolo del Rosario e resa parrocchiale per comodo della soldatesca e del quartiere” nel XVII secolo, riedificata alla metà dell’Ottocento da Ferdinando II con disegno di Franceso Jaoul fu dedicata all’Immacolata e consacrata il 12 marzo del 1859. Oggi, murato il portone d’ingresso per l’uso di discarica che se ne faceva, è impraticabile. Sappiamo dal Galante (che rimanda al Celano, IV, 553)  che esistevano cinque altari di marmo e nelle cappelle vi erano un San Francesco di Paola di Raffaele Spanò, un San Pietro e la Madonna del Rosario di Giovanni Girosi, un San Michele di Luigi Rizzo. Sulla scalinata si son visti allievi della Federico II ad approntare  rilievi per il prof. Fulvio Rino.

             L’Archivio Militare di Stato, già villa rinascimentale di Andrea Carafa della Spina, poi quartiere militare per i soldati spagnoli e poi sede del Real Opificio Topografico è custode delle carte  storiche dei passaggi e della evoluzione delle terre meridionali (carte amministrative, militari, di beni feudali, allodiali, civici fin dagli anni antichi della regina Giovanna). Poco frequantate le sale dagli studiosi, sono tuttavia ospitali per la gentilezza dei curatori.  In questo sito così significativo per la storia della città, è stato  presentato da Renato Nicolini ed Almerico Realfonzo,  il libro di Giancarlo Cosenza “La coerenza di un intellettuale” edito da Dante & Descartes, biografia del grande architetto napoletano Luigi Cosenza di cui molti dei presenti sono stati allievi. In tale occasione è stata comunicata dal Direttore Generale per gli Archivi Luciano Scala la notizia dell’acquisizione  dell’Archivio di Luigi Cosenza,  ricco di progetti, plastici e documenti sulla storia della città dagli anni Trenta fino agli anni Novanta, donato dai figli allo Stato. Il Direttore ha altresì denunciato la grave crisi in cui versano gli Istituti ANAI, SISEM, SISSCO  che curano il patrimonio archivistico italiano che non ha eguali al mondo  per quantità e interesse della documentazione custodita, annunciando quattro giornate di protesta (12-15 ottobre), indette dall’ANAI.

            Nello stesso pomeriggio Guido D’Agostino Presidente dell’Istutito Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi, oltre a introdurre le relazioni su Cosenza, ha ricordato il 68° anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (28 settembre-1 ottobre 1943) presentando il libro “Libertà ch’è sì cara” folto di testimonianze e di ricordi e istituendo la data del 28 settembre come ricorrenza della memoria di quei moti per i prossimi anni.

 

 Maria Carla Tartarone, 19 ottobre 2011

(continua)

 

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