Francesco Clemente in mostra

 a Firenze: i “Tarocchi

    a Palermo la “Transavanguardia  Italiana”

 

 

 

 

Francesco Clemente immagine da i ”Tarocchi”

 

 Francesco Clemente (1951) comincia a disegnare nel 1971, giovanissimo, stimolato dalla prima mostra italiana di Joseph Beuys a Napoli, da Lucio Amelio.   Contribuiscono alla sua formazione anche  le letture compiute a Madras (Gregory Bateson “Verso un’ecologia della mente”) dove pure incontra  Alighiero  Boetti e parte con lui verso l’Afganistan. L’Oriente l’affascina e i suoi lavori su uomini e luoghi (fotografie con scritte, disegni,  inchiostri su carta, quasi sempre untitled) conservano le tracce di quelle culture.  In quegli anni si ispira anche a Pino Pascali che ricorda nella foto di una performance intitolata “Pino”, al tempo della “Narrative Art”, con foto seriali e frasi brevi a completare. E’ il periodo degli anni 79-80 quando si reca in India che elegge a sua patria provvisoria, dove dipinge tempere su fogli di carta uniti insieme da strisce di cotone indiano tessute a mano  con cui realizzerà anche “Earth” del 1993 opera  composta di dodici fogli in mostra al Madre nel 2009 (già era stato al Madre nel 2005 a decorarvi in quattro mesi due grandi sale con affreschi e mosaici lasciandovi a firma il suo autoritratto).

 Poco dopo, nello stesso Ottanta, parte per New York dove si afferma con opere della medesima tecnica: “Hunger” (oggi al Philadelphia Museum) del 1980 e poi “Water end Wine” del 1981  quando partecipa, voluto da ABO,  alla  trentanovesima Biennale di  Venezia, come rappresentante della Transavanguardia, utilizzando la tecnica dell’affresco (applicato anche in “Ave Ovo” esposto al Madre nella sua mostra “Naufragio con Spettatore” nel 2009): un approccio alla tradizione e alla figuratività, propria della Transavanguardia  che in questi giorni torna alla ribalta con  una grande mostra  “La Transavanguardia Italiana” a cura di Bonito Oliva nel Palazzo Reale a Milano, mentre una serie di mostre personali in tutt’Italia celebreranno i protagonisti: Francesco Clemente sarà con la sua personale, a cura di ABO e di Francesco Gallo con l’organizzazione di Civita, a Palermo a Palazzo Sant’Elia.  

 

 

 

 

Francesco Clemente, la Transavanguardia, cm.205x205

 

La mostra  inaugurata a Milano il 24 novembre, sarà corredata da  una “Costellazione Transavanguardia”, un ciclo di Giornate di Studio e di Mostre a spiegare ed a riportare al mondo contemporaneo questa significativa corrente artistica italiana degli anni Ottanta. 

Venendo  alla mostra agli Uffizi nel Gabinetto delle Stampe,  chiusa il 6 novembre, “Tarocchi”, l’artista  riprende il filone dei ritratti ed autoritratti dei primissimi anni Ottanta: oli su tela dal colore  acceso, espressionista, analoghi a  quelli in cui il pittore è accanto all’amico Rushdi (con lui alla mostra napoletana del 2009)  a New York  negli anni Novanta, realizzati però in litografie in bianco e nero.  Clemente nell’esporre nel gabinetto dei disegni che accoglie un’antica collezione, iniziata  nel Seicento dal Cardinale Leopoldo con la cura del Baldinucci, interessati entrambi dall’arte barocca (avanguardia del momento), proseguita nei secoli sempre attenta all’attualità, ha scelto di esprimere un tema antico, quello dei “Tarocchi”, riportandosi ai ritratti che hanno sempre accompagnato la sua vita di artista  curioso del mondo. In uno dei tarocchi egli si rappresenta come “il matto” e  nella attigua Sala del Camino  espone  anche dodici autoritratti  in veste di “Apostolo”  lasciando allo spettatore l’interpretazione.  Insieme a questa retrospettiva l’Italia viene percorsa, in occasione dei Centocinquantanni dell’Unità, anche da una serie di mostre da Milano a Bari, che riguardano l’Arte Povera  ideate da Germano Celant che le cura  con Marisa Merz.

 A Napoli  il Madre,  “settima stazione”  “Arte Povera + Azioni Povere”, ripropone la prima mostra esposta agli Arsenali di Amalfi nel 1968.  Francesco Clemente, appena conclusa la sua mostra a Firenze, sarà a invece a Palermo per la sua Transavanguardia.

 

Maria Carla Tartarone, novembre 2011

 

 



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