Al Blu di Prussia 

si inaugura il nuovo anno con le

   “Sculture Sospese” di Marcello Cinque

 

 

 “Corallo Medusa”, gommaspugna e guaina liquida, (cm.70x70x80),2011

 

 La nuova stagione della Galleria “Al Bludi Prussia” si è aperta con la mostra delle opere di Marcello Cinque. Le  “Sculture sospese  di questo artista, provenienti dalla recente mostra alla galleria “Pièce Unique” di Parigi, riflettono la capacità tecnica e l’uso dei materiali del nostro tempo: sono opere contemporanee all’apparenza leggere,  costruite in materiali flessibili, gomma-spugna solidificata e guaina liquida, ad ottenere figure morbide, significanti.

 L’artista napoletano insegna all’Accademia d’Arte di Sassari e le sue sculture non dimenticano la sua formazione culturale: per esempio egli trova spunti e attinenze per le  sue “perle nere” nei ricordi rinascimentali di Leonardo “La dama con l’ermellino” e  di Tiziano “Ritratto di Galeazzo Maria Sforza” nonché nei significati delle perle nere nelle religioni orientali. La ricerca plastica di Marcello Cinque non si ferma   alla materia e allo spazio, ma si avvale di essenziali elementi coloristici vividi nelle sculture, delicati  nei disegni in tecnica mista su carta che alle pareti accompagnano le interessanti opere in mostra nella grande sala. Un  video illustra il percorso dell’artista in varie esposizioni come nella mostra permanente della Certosa di  Padula e nella mostra parigina di “Pièce Unique”.

 

 

 

 “Perle nere”, gomma spugna e guaina liquida, 2012

 

 L’artista  afferma che “l’arte colora il mondo”, “lascia ricchezza all’umanità” . Il suo pensiero mi sembra molto vicino alla dichiarazione di arte come “l’altra lingua degli Italiani”, messa in evidenza in questi giorni dal progetto ideato dalla Fondazione Napoli Novantanove, di imminente realizzazione: otto lezioni  tenute da otto dei maggiori storici dell’arte italiani al “Teatrino di Corte” di Napoli sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.

  Marcello Cinque costruisce infatti le sue opere nella volontà di dare al fruitore e ai suoi allievi dell’Accademia  la possibilità di riflettere sull’arte, di riandare al passato costruendo il presente   con i mezzi del presente:  opere plastiche (“Barca Bianca”, “Razza”, “Polipo nero”, “Polipo rosso”) che abitano lo spazio completandolo, in modo adeguatamente correlato,  invitando lo spettatore a girarvi attorno ammirato e  indagatore.

 

 Maria Carla Tartarone, 4 ottobre 2012

 

 

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