“Al Blu di Prussia”

le opere di

Cristiano Carotti in “Waterloove”

 

 

Cristiano Carotti; “Self portrait in taxidermy”, (138x194, pittura ad olio luci a led e piume su arazzo,2012)

 

Cristiano Carotti è un giovane artista che espone la sua “Waterloove” Al Blu di Prussia in questi giorni. Il titolo della mostra ci aiuta ad interpretare la sua arte ed il suo messaggio di amore inscindibile dalla sofferenza. Quando rappresenta metallici carri armati o neri navigli in armi apportatori di dolore, il suo invito è di non rinunciare alla lotta pur di aprirsi alla speranza e all’amore. La lotta sarà vinta se si sarà coraggiosi e forti d’animo saldo e impavido: Waterloove va combattuta e vinta per l’amore. Scorrendo le immagini lungo l’ampia Galleria od osservando il video nella Sala adiacente, destinata al cinema tanto amato da Beppe Mannaiuolo, scorgiamo il mondo più intimo, più vero di questo giovane artista che vive profondamente l’arte mentre costruisce le sue tele spazianti tra presente e passato, i suoi collages composti di vecchi broccati, piume e colore pastoso, brillante. Raccoglitore di scarti della civiltà del novecento e contemporanea li riutilizza e con vivace immaginazione ne modifica il significato raggiungendo un’estetica che può ricordare talvolta certi aspetti dell’arte degli anni sessanta, la Funk Art, che coniugava l’arte povera alle stramberie di una personalità artistica esuberante. In alcune sue creature mostruose può leggersi l’origine nelle favole dell’infanzia, collocate nel mezzo di una radura al centro di una scena d’amore, realizzate con pennellate insistenti e aggressive.  

 

 

 

 

Cristiano Carotti, “Bianca la notte”,(98x30x130, materiali vari, pittura ad olio, luci a led, 2013)

 

Nel suo studio, che il video ci mostra, introdotto da l’insegna recuperata di un vecchio albergo inglese “Burning Hotel” possiamo scorgere raccolte favolose di oggetti accantonati o già trasformati, intrisi di colore, di tele sgocciolanti acrilici ed oli. Si percepisce chiaramente quanto il pittore viva perfettamente libero il suo fare arte non escludendo tuttavia il triste bagaglio dell’umanità in ”Waterloove the war is over” (materiali vari e pittura ad olio, 30x40x30, 2013), né dimenticando la fine dell’uomo nel bel mezzo di una scena idilliaca, in “Love me tender” (tecnica mista su arazzo, 84x62, 2012) in cui appaiono volti a metà vivi e a metà teschi.

Tornano a ricordare prelievi d’arte gli inserti di luci: file di piccole luci inserite in arazzi come “Self portrait in taxidermy” (138x194, olio, luci a led e piume su arazzo, 2012) o in tele come “Bianca la notte” con elementi in rilievo, ( 98x30x130, materiali vari, pittura ad olio, luci a led, 2013). Questi inserti di luci potrebbero considerarsi citazioni di Dan Flavin o di Bruce Nauman che introdussero negli anni sessanta la luce al neon nell’arte: Carotti impiega le sue file di piccole luci riconducendo alla contemporaneità le scene di impostazione classica, rinascimentali. Dunque in questo artista, profondamente immerso nel suo fare arte, si conciliano e si storicizzano, certamente per la sua cultura, periodi artistici che riconducono attraverso il tempo ad una personalissima forma di’arte contemporanea.

 

 Maria Carla Tartarone, marzo 2013

 

 

 

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