Rossella Avolio e Giosè Bonsangue

 due personalità diverse

in mostra

a Castel dell’Ovo e alla Galleria MA

 

 

Rossella Avolio, Castel dell’Ovo, Il colore incisivo, aprile-maggio 2012

 

Al Museo di  Castel dell’Ovo, si snoda nelle Sale delle Terrazze  la mostra di Rossella Avolio,  “Il colore incisivo e i suoi riflessi nella moda”, una serie di pitture ed incisioni con l’uso accorto di tecniche diverse sino ad arrivare a pitture su stoffe per abiti.

La pittrice di formazione accademica ed insegnante ha alle spalle numerose mostre: a Palazzo Alabardieri, a Palazzo Crispi, al Circolo Artistico Politecnico e in Collettive insieme agli artisti di Aestetika. La sua personalità  decisa emana nelle sue opere una sensualità espressa nei colori forti e nelle linee curve e avvolgenti; le sue rappresetazioni  attentamente studiate  sia nel colore dominante che nella forma, nella ricerca dei supporti idonei al linguaggio e al pensiero urgente da trasmettere, risultano facilmente comprensibili al pubblico. Il fruitore si avvicina volentieri, con attrazione immediata,  anche ai colori  caldi dei disegni su stoffa i cui drappeggi rappresentano una contemporaneità vivace e fantasiosa.

L’artista pur giovane dimostra una cultura stratificata, intenditrice delle espressioni artistiche del passato ed attenta alla ricerca internazionale contemporanea.

   

 

 

Giosè Bonsangue, alla Galleria MA, Arte  astratto-geometrica, aprile maggio 2012

 

Alla Galleria MA  troviamo in mostra Giosé Bonsangue a cura di Giorgio Agnisola  condirettore della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Il critico ha  presentato l’artista  all’inaugurazione.

L’artista di formazione accademica insegna al Liceo Artistico Statale di Napoli; le sue opere  si configurano in immagini astratto geometriche sia nelle sculture che nei disegni e negli oli. Il dialogo tra forma e segno parte da  disegni  geometrici delicati in cui è introdotto il colore a rappresentare lo spazio.  Agnisola mette in evidenza l’intreccio, a formare l’opera,  tra materia-spazio e colore-linea-spazio che si fa via via più netto negli ultimi quadri di grandi dimensioni, in cui si alternano decisi i piani nello spazio con l’uso di grigi e di neri, di linee e di piani che fanno  risaltare l’astrattismo delle geometrie.  La derivazione è chiara  dai poetici disegni  nei colori delicati: una evoluzione della personalità divenuta decisa nelle scelte. Nelle ultime opere infatti il bianco e il nero, alternati a brevi tratti di grigio e definiti da segni forti, anche in rilievo, chiariscono la personalità  matura della  giovane artista.

 

Maria Carla Tartarone, maggio 2012

 

 

 

Condividi