La Fotografia al Pan
Dalle stravaganze di Joel-Peter Witkin
all’Arte interattiva di Francesco Taurisano,
alla fotografia in bianco e nero di Salvino Campos
 

 

 

Salvino Campos,” Midtown, New York City”, 2005

 

  Ancora fotografia  al Pan, Palazzo delle Arti . Dopo la mostra,  ancora visitabile, di  Joel-Peter Witkin, “Il Maestro dei suoi maestri”, che ha portato la fotografia ad estreme sperimentazioni e la mostra fotografica di Salvino Campos appena inaugurata, è stato interessante l’intermezzo di Francesco Taurisano, “Fixed-libertà e vincoli nell’era postmoderna”: una esposizione di sei pannelli di immagini lenticolari con effetto flip di grande formato (cm 118x180), interessanti anche nel colore diffuso dalla luce, nebuloso. L’artista è l’espressione del più  avanzato percorso della fotografia arrivata alla video-arte, che sfocia nell’arte interattiva: senza lo spettatore l’oggetto artistico non si realizza completamente, l’artista non è bastevole a completare la sua opera, occorre un secondo personaggio, che in movimento innanzi all’opera d’arte, realizzi la compiutezza del pensiero artistico.

 Ed oggi ArteAs di Maurizio Siniscalco,  con la collaborazione dell’Università di Rio de Janeiro, ha condotto al Pan   Salvino Campos, e la sua mostra “Redemption”. L’artista fotografo, che ha le sue origini in Brasile, già in mostra ad Anacapri a Villa San Michele ed a Napoli all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici insieme  alla presentazione del libro “Letters from a Mouming City” di  Axel Munthe, nonché al Museo di Capodimonte con le sue “Inquietudini”, ha raccolto dal suo archivio, per questa mostra, le fotografie scattate nei viaggi attorno al mondo, che avessero un significato spirituale, che rivelasse l’uomo unito, al di là delle correnti religiose, nei principi universali della pietà e della fratellanza. 

 

Salvino Campos “Il Cimitero delle Fontanelle”,  Napoli 2008

 

Molte sono le immagini, che riguardano le nostre tradizioni ed i nostri luoghi, denotanti come l’artista sia ormai nel nostro sud da più di tredici anni. Campos a Napoli dal 2000,  di fronte alle nostre tradizioni ed i nostri luoghi,  sembra aver riconfermato le sue tematiche e  arricchito la sua sensibilità: affascinato da nuove visioni, ne coglie l’imput fondamentale.

Pone dunque l’accento sulle feste religiose: a Capri la processione di San Costanzo, a  Cocullo (Aquila) la processione di San Domenico Abate, col santo avvolto da serpi, a  Napoli la festa di San Gennaro in Cattedrale, a Pompei la festa della Madonna del Rosario nel Santuario, ma anche la festa del Rosàrio in Brasile e  le figure dei fedeli lungo il Muro del Pianto in Israele e le immagini pietose come quelle del Cimitero delle Fontanelle a Napoli o i resti di Birkenau, ad Aushwitz.

Anche la contemporaneità delle metropoli è nelle fotografie di Campos che  ha portato con sé affascinanti  immagini di grattacieli americani e di città brasiliane o giapponesi: L’uomo dappertutto abita e crea oggi gli stessi habitat.

L’artista ama conservare intatto il bianco e nero degli esordi della fotografia ritenendo che esprima più adeguatamente il sentimento dei luoghi, la drammaticità dei protagonisti, esaltando maggiormente i dettagli e le atmosfere. La sua fotografia ispirata dalla luce si esalta nei contrasti di luce ed ombra, il positivo ed il negativo, evidenziando sfumature e  trasparenze,  spirituali e reali  come la nebbia,  in cui sono avvolte le cime degli altissimi edifici.

 

 Maria Carla Tartarone, ottobre 2013


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