Video-Arte alla Galleria MA Movimento Aperto

 e

alla Galleria “Al Blu di Prussia!” 

 

Fabio Barisani-Luca Spagnoletti, immagini tratte dal filmato in mostra

 

 Sono coincidenti a Napoli  due mostre di Videoarte: Al Blu di Prussia “Viparelli Animazioni” di Carla Viparelli e al MA/Movimento Aperto “Luxovisioni, PixFoil e altre Storie…” immagini di   Fabio Barisani  e suoni di Luca Spagnoletti . La Videoarte non è un’arte  recente: essa nasce dai “film di artista”  nel 1969, ma già Luca Patella nel 1966 nella Galleria romana “Il Girasole” aveva presentato un film d’artista e nel 1967 aveva girato “Terra animata” quando Rauschenberg stava per utilizzare la macchina da presa  e Warhol aveva già  intrapreso ad usarla. (cfr. Maurizio Calvesi nel   Catalogo della Mostra nel Palazzo delle Esposizioni a Roma “La coscienza luccicante, dalla videoarte all’arte interattiva”, Cangemi Editore, 1998).

Contemporaneamente in Italia vi furono diverse iniziative nella “Scuola di Piazza del Popolo” dove   Mario Schifano esplorava il cinema e la musica e creò il film “Terra Acqua Immagine Fuoco” tenendo a battesimo l’arte povera nella “Galleria L’Attico” di Fabio Sargentini nel maggio 1967 dove tra gli altri potevano incontrarsi,  Enrico Baj,  Emilio Tadini, Valerio Adami. Nell’anno seguente, ancora  Schifano presentò alla “Galleria Marconi” di Milano, insieme a una quarantina di suoi dipinti, il film a colori “Anna vista in agosto dalle farfalle” sottolineato da Maurizio Calvesi (nel film  un obiettivo speciale rompe e moltiplica le immagini).

Carla Viparelli , immagini tratte dalla mostra “al Blu di Prussia “Viparelli Animazioni”, 2013

 

  A Berlino nel 1969 Gerry Schum, nel film  “Land Art”, riversato poi su nastro elettronico, portò avanti decisivamente gli esperimenti. E proprio dal film di  Schum l’anno successivo nacque a Bologna la Mostra, “Gennaio 70”, di filmati su nastro elettromagnetico, realizzati con procedimento, diverso da quello cinematografico, detto  di videorecording (registrazioni di immagini e di azioni su nastro elettromagnetico, un nastro morbido, su cui potevano cancellarsi le immagini e  che poteva essere riusato).

Gli artisti che crearono analoghi filmati, oltre che Schifano e Patella che fu un precursore della sperimentazione dei Media (fotografici, filmici, video…), furono Gino De Dominicis e Mario Ceroli,  recensiti da Tommaso Trini,  Renato Barilli e da Maurizio Calvesi, che seppero stimolare i modi nuovi dell’arte.  Maurizio Calvesi, nello scritto sopra citato, ricorda la Biennale del 1984 in cui accanto alle opere pittoriche e scultoree venne dato uno spazio paritetico alle registrazioni video.

Alla Biennale seguì la mostra,  curata da Calvesi, “Arte allo Specchio” che verteva sul tema della pittura riflettente su se stessa e sul proprio passato sviluppata dagli artisti dell’arte povera, italiani e stranieri fino al concettualismo di Paolini, Parmiggiani, Pisani e alla Nuova Pittura,  o scultura, autoriflessiva di Galliani, Garouste, Di Stasio, Mariani, Bartolini, Poirier, Lebrun. La mostra suggeriva di trovare una nuova legittimazione e una nuova attualità nello spessore della memoria e del mito. Una seconda mostra “Arte, ambiente, scena” (a cui parteciparono numerosi artisti anche stranieri con una selezione di 50 videotape) additava invece un percorso diverso, “futuribile” sconfinante verso la tecnologia.

 Ricorda ancora Calvesi che il tema venne poi sviluppato nella Biennale del 1986, da lui curata, interamente dedicata ai rapporti tra arte scienza e tecnologia.  Ritengo necessario rifarmi a questo percorso, perché l’arte contemporanea  nei suoi mezzi tecnici non è priva di storia, una storia fatta di tecnologie ma anche di artisti che hanno riflettuto, provato, sperimentato, non dimenticando la Storia dell’Arte del passato. Il discorso riprende a distanza di molti anni, già nella mostra su citata del 1998 e altrove, con sperimentazioni di molti artisti.

 Mi piace anche ricordare il film di inizio secolo, di Kubrick “2001: Odissea nello Spazio” in cui il regista indubbiamente si lasciò andare, in una lunga parte del film, alla creazione di Arte Audiovisiva. Dopo il 2000 molti artisti sono stati attratti da elaborazioni al computer ed hanno  sperimentato l’utilizzo della tecnica elettronica ed oggi la Video-arte domina la scena internazionale, come pure la Video-musica  (anche in Biennale 2013) e la Video-poesia.

 A Napoli si sono visti negli ultimi anni molti artisti italiani presentare le loro opere, secondo le nuove tecniche: al PAN Bruno Di Bello (“Fractal&Other”), Al Blu di Prussia Nino Ruju (“Dal privato al futuro”) ma anche diversi stranieri tra cui Angelo Detanico e Rafael Lain  in mostra con “Lessico “ alla galleria Blindarte.   Possiamo a questo punto meglio comprendere e valorizzare le opere  esposte “Al Blu di Prussia”  da Carla  Viparelli e  le creazioni di Barisani-Spagnoletti esposte alMA/Movimento Aperto”  seppure diverse nella tecnica e nei loro intenti espressivi.

“Al Blu di Prussia” Carla Viparelli, nota pittrice, di approfondita cultura, filosofa,  affascinata dalla tecnologia, presenta la sua nuova mostra “Animazioni” . L’artista, già vista nel 2000 alle Scuderie di Palazzo Reale in “Elemento Scatenante” e nel 2004 in “Vino Errante” alla Reggia di Portici, in “Corpo Stellare”  al Maschio Angioino e nella penultima mostra  “Tramente”  a Villa Baruchello, Porto Sant’Elpidio, presenta un gruppo di lavori digitali, video istallazioni, derivanti da suoi lavori a pastello ispirati da riflessioni, moti dell’animo e definiti nelle didascalie da ironiche connessioni linguistiche.  Raffinati pastelli che prendono vita nella tecnica: Mimma Sardella, curatrice della mostra ci spiega che si tratta di un progetto realizzato in pixel “per la proiezione che deve seguire, poiché di proiettore -e non di monitor- si tratta, in Blue-Ray appunto”; si passa dal disegno alla fotografia quindi alla trasformazione in file”:  le immagini ideate e realizzate a mano vengono composte ed animate al computer. Raffinato il colore ed il moto fluttuante degli oggetti pittorici, lascia  sorridere l’ironico accostamento dei significati che si rivela nelle didascalie.

 L’artista spiega: Come nella famosa scena del film “Blade Runner” alcuni oggetti prendono vita e si muovono, così i suoi “A-Steroids” si muovono nello spazio del video. E così le altre opere. “L’asola che non c’è”, “Pipimbrello”, “Tramente”, “Non Riposa” e ”Unicork”, infine “Cavalcol” che è tradotto in scultura, movibile.

Fabio Barisani (designer, fotografo, artista multimediale ed insegnante all’Accademia d’Arte napoletana)  e Luca Spagnoletti (flautista, compositore ed  ingegnere del suono, insegna musica elettronica a Roma, 2° Università di Tor Vergata) espongono alla “Galleria MA/Movimento Aperto” gli esiti del loro connubio artistico che dura dal 2008: “Luxvisioni, PixFoil e altre storie…”

Soffermandoci sul Progetto audiovisivo “PixFoil”, attivo già dal 2009, sappiamo che esso è costituito da una parte musicale frutto di elaborazioni digitali mentre quella video si basa sull’uso misto tra videoripresa, fotografia e costruzioni completamente sintetiche, e veniamo a conoscere che in esso, come ci informa il curatore  Dario Giuliani, “vennero recuperati strumenti musicali analogici, filtrati da dispositivi digitali e in dialogo con suoni sintetici ambient/glich o granulari, spesso accompagnati da un substrato fortemente ritmico”, dimostrandoci la necessaria approfondita conoscenza del musicista, in piccola parte richiesta anche al fruitore.

 Le composizioni che vediamo nascono da un accordo spontaneo, dalla necessità della musica di trovare una immagine che la completi e dal bisogno delle immagini in movimento,  di una musica che le accompagni.

I due artisti restano liberi di creare ciò che sentono e poi di accordarsi sull’opera da realizzare. E’ il più esaustivo punto di arrivo della Video-Arte, o meglio dell’Arte Audiovisiva, vista già nell’Esposizione, con numerose opere di altri artisti, al Lavatoio Contumaciale/Fondazione Filiberto Menna di Roma, nell’ottobre 2011: “AVflyng Project” e nel 2012 nell’ancor più ampia  rassegna di arti di avanguardia  (video arte, arte interattiva ed arte elettronica) all’Auditorium del Parco della Musica di Roma, in  “Jammin 12° Rassegna di arti elettroniche d’avanguardia”.  

 

Maria Carla Tartarone, dicembre 2013

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