“50 anni al servizio

Della Città e della Regione”

(1964-2014)

Una ricorrenza e un libro pubblicato

 

da l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza

dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea

 “Vera Lombardi

 

 

 

 

 

 

Raffaele Lippi, “Le quattro giornate di Napoli”

 

In questi giorni si è festeggiato il cinquantenario della fondazione dell’Istituto Campano per la storia della Resistenza “Vera Lombardi”. Nato nel 1964, come gli altri sessantasei Istituti  italiani sorti negli anni sessanta. l’Istituto ha sempre operato con dedizione e alacrità ed ora ne apprendiamo l’opera nel libro, di 192 pagine, introdotto dal Presidente Guido D’Agostino,  a cura di Giulia Buffardi, direttrice dell’Istituto, cui hanno partecipato anche  numerosi studiosi. E accluso al libro anche un dischetto che documenta il vasto archivio di bollettini, giornali e periodici.

Alla cerimonia del cinquantenario del 28 novembre le sale erano affollate di studiosi e di celebrità tra cui l’On. Rosa Russo Iervolino, il Sindaco De Magistris, l’Assessore Pino Daniele.  D’Agostino ha ricordato il lavoro svolto nei lunghi anni ed i principi che hanno sempre guidato l’istituto che possono giustamente riassumersi nei brevi rimandi, nell’incipit del libro, a Piero Calamandrei: “Tra la libertà e la servitù, tra il privilegio e la giustizia, tra l’umanità e la ferocia, il popolo italiano fece la sua scelta; e questa si chiamò Resistenza. Questa è ancora la  nostra scelta, questa sarà la scelta del nostro avvenire” e  ad Italo Calvino: ”La memoria conta veramente solo se tiene insieme l’impronta del presente e il progetto del futuro, se permette di fare senza dimenticare quel che si voleva fare, di diventare senza smettere di essere, di essere  senza smettere di diventare”.

Importante è stata anche la testimonianza del presidente dell’Istituto della Resistenza di Bologna,  Avv. Giuseppe Gianpaolo, che ha ricordato il senso del dovere che pervade tutti gli Istituti d’Italia affinché nulla sia dimenticato e che il ricordo di quel che è avvenuto e i sacrifici compiuti dal popolo siano sempre d’esempio e stimolo a fare.

Sono state altresì visitabili le opere di Raffaele Lippi (1911-1982), donate dalla sorella Francesca Lanni e dal marito Antonio Memoli, dieci disegni in bianco e nero esposti nel 2007 nella mostra  “Dal fascismo alla Liberazione tra storia ed arte” presso l’ICSR,  curata da Giulia Buffardi e Salvatore Lucchese con l’apporto e la consulenza di Maria Ferrara e Francesco Soverina.

Lippi esordì nel 1931 al Maschio Angioino in una mostra del GUF, quindi, partito per il fronte russo nel ’42, tornato a Napoli partecipò, nel dopoguerra, in una posizione di grande rilievo, al Gruppo Sud, un gruppo di artisti che aveva la sua sede nella galleria “Al Blu di Prussia” sita nel palazzo Mannajuolo. Nel ’48, in una collettiva del Gruppo espose un “Ritratto di Anna Maria Ortese col gatto” e “Macerie”. E’ importante ricordare che egli compose anche  un’opera dal titolo “Le quattro giornate di Napoli”, negli anni cinquanta (Maria Corbi,”Novecento. Napoli 1910-1980”. Electa, Napoli, 1980) a testimonianza della serietà e tragicità di quegli scontri. Oggi le sue dieci opere sono dignitosamente esposte nella sede dell’Istituto campano per la Storia delle Resistenza.

La serata si è conclusa con fitte conversazioni e un piacevole rinfresco.

 

 Maria Carla Tartarone, dicembre 2014

 

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