al Ma/Movimento Aperto è in mostra

 Sergio Vecchio con

 “Dorico di carta”  

 

 

 

 

Sergio Vecchio,”Archeologia in campagna”, 2012

 

L’arte di Sergio Vecchio in mostra alla Galleria Ma/Movimento aperto in “Dorico di carta   attrae subito lo spettatore per alcuni elementi che appaiono essenziali: il supporto che è la carta di Acireale, l’ispirazione classica che traspare ed il colore esuberante.

La carta di Acireale è strettamente collegata all’ispirazione classica che deriva al pittore non solo dalla sua preparazione accademica (fu allievo a Napoli di Carlo Alfano e di Giovanni Brancaccio), ma anche alla sua permanenza a Paestum che dura dal 1968, dove poté scoprire e studiare alcuni elementi architettonici e pittorici in completo abbandono, dai quali gli derivò il desiderio di visitare in Sicilia  altri luoghi della classicità a lui sconosciuti. Sono gli anni Settanta.

Ad Acireale Sergio Vecchio scoprì nuovi motivi, ma anche un operatore che nella sua piccola cartiera  sapeva costruire una carta speciale che trattenesse il colore senza gocciolamenti, adatta alle creazioni dell’artista impregnate di colore e di luce; quella carta divenne un elemento determinante per la sua arte: la vediamo in diverse opere,  tra le quali “Nella Selva delle Muse”, un quadro di cm.120x124 dipinto ad olio, catrame, carboncino su carta di Acireale appunto. Dal titolo si può riandare ai miti, alle figure femminili dell’antichità, nobilmente sedute di profilo, alla natura, agli oggetti raffigurati con spessi colori aurorali. Analoga struttura denota la serie di “Argo” creata  tra il 2011 ed il 2012, anch’essa rivelatrice di ambienti evocanti la classicità nei templi dagli sfondi luminosi e nelle figure di animali, cani, tori, gufi e altri volatili, sulla stessa carta lasciata nei bordi senza colore e, naturalmente,  senza cornice. Insieme a questi temi v’è l’eco di una forte indagine introspettiva che  insieme alla ricerca ambientale e retrospettiva lo conduce a comporre libri d’arte, opere che assieme alle sue pitture, negli scritti  lasciano intravedere i suoi pensieri e i suoi colloqui interiori.

 L’artista  fin dal 1984 è inserito nel Catalogo Generale della Grafica Italiana dell’Arte Mondadori per la presentazione di Serge Restany.  Nei primi anni Duemila espone in America in personali e collettive  alla Rogers Gallery di Washington, al Center for the Creativs  Arts  in Virginia, alla Monica Art di Atlanta.  Nel 2012 partecipa alla Biennale di Venezia nella sezione Campana. Sempre con il desiderio di tornare a Paestum, dove il 2 giugno, presso il Museo  Archeologico Nazionale si inaugurerà la sua personale “La sconfinata solitudine”.

 

Maria Carla Tartarone, maggio 2014

 

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