A maggio ricordi e celebrazioni
per alcuni uomini illustri napoletani
Abdon Alinovi, Roberto Bracco, Enrico Caruso, Enzo Striano

 

   

Uno scorcio di Napoli sul Castel Nuovo  

 

Nel mese di maggio si sono susseguiti i tributi a personaggi illustri della cultura napoletana. A farsene carico è stato il prof. Guido D’Agostino presidente dell’”Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi”, un’Istituzione che presto festeggerà i suoi cinquant’anni.

Il 4 maggio  Roberto Bracco è stato ricordato nell’Antisala dei Baroni di Castel Nuovo e poi al Comune nella Sala della Giunta dove il Sindaco ha consegnato una  targa commemorativa all’erede del drammaturgo antifascista che fu bloccato nei suoi successi dal regime imperante. Come attesta l’esaustivo libro di Pasquale Iaccio “L’Intellettuale intransigente: il Fascismo e Roberto Bracco”, già pubblicato nel 1992,  Roberto Bracco, giornalista, scrittore e drammaturgo fu in contatto con Gennaro Villani, Francesco Cangiullo e Salvatore di Giacomo  e fu più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura e  le sue opere teatrali furono interpretate da attrici come Eleonora Duse, Emma ed Irma Grammatica. Ciò che gli nocque decisamente fu l’essere tra i firmatari del “Manifesto degli intellettuali antifascisti”, redatto da Benedetto Croce nel 1925 in pieno regime.

 La riunione si è conclusa con la piacevole lettura di alcuni stralci dagli scritti teatrali da parte di bravi attori presenti.

 

Il 6 maggio ancora a  Castel Nuovo il Prof. Guido D’Agostino ha voluto festeggiare, insieme al ricordo delle “Quattro Giornate” del 1943,  il protagonista di tante battaglie Abdon Alinovi  che in questi giorni ha compiuto novant’anni. L’illustre personalità combattiva di Alinovi aderente al partito comunista severamente condotto da Togliatti è stata affettuosamente festeggiata sui giornali anche dal presidente Napolitano e  ricordata da molti protagonisti degli anni sessanta e settanta come Basssolino. A Castel Nuovo, Alinovi ha ricordato con energia quegli anni ed è stato insignito di una targa in ricordo dal presidente  D’Agostino.

 

Il 9 maggio, al Circolo Ufficiali il Professore Teodoro Cicala,  ha ricordato  Enrico Caruso,  grande tenore, ed altro figlio tormentato della grande Napoli.  Il professore  Cicala, seguito da un gran numero di persone  a gremire la sala, ha minuziosamente raccontato, mentre video e musiche accompagnavano il racconto, la vita del grande cantante partenopeo. Le sue letture, tratte da un testo da lui pubblicato per l’Accademia Tiberina di Napoli, “Amore e sofferenza nella vita e nel canto di Enrico Caruso” (Enzo Albano editore), sono state appassionate e chiare, ottenendo l’intenso interesse del pubblico che ignorava le vicende ed il successo mondiale immediato, riscosso dal giovane napoletano, dopo che, presentato a  Giacomo Puccini, il maestro si mostrò subito entusiasta dell’interpretazione che il cantante, ancora non precisato nella doppia funzione eccezionale di baritono-tenore, dava della sua musica. Fu dunque Puccini ad aprirgli il mondo internazionale della musica.

Sono state fatte ascoltare al pubblico alcune delle 266 incisioni discografiche, canzoni da lui scritte e musicate, romanze e arie d’opera, importante sottofondo musicale  delle letture del Professore, riportando alla memoria di tutti la straordinaria capacità dell’artista napoletano, che pur ottenendo successi strepitosi in tutto il mondo, quando comprese che la sua vita per un grave tumore precipitava, volle ritornare presso i suoi  a Napoli dove si spense a soli 48 anni nel 1921.

 

La pubblicazione  di Teodoro Cicala in ricordo di Enrico Caruso  

Il 14 maggio il Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II e le Edizioni Scientifiche Italiane hanno presentato nella sede della Casa Editrice il volume “Enzo Striano il lavoro di uno scrittore tra editi e inediti” a cura di Pasquale Sabbatino e Apollonia Striano. Ha introdotto Guido D’Agostino ed ha approfondito il  curatore del volume prof. Pasquale Sabbatino; si sono alternati, Sergio Lambiase e  Apollonia Striano figlia dello scrittore. Ha moderato il dibattito Mario Rovinello. Ha letto brani  di teatro inediti il bravo attore Claudio Di Palma.

Il dibattito dinamico ha rivelato i molti interessi dello scrittore conosciuto in Italia ed in Europa per il romanzo storico “Il resto di niente” edito la prima volta da Avagliano nel 1986 poi da Loffredo  e di nuovo da Avagliano nel 1997.

Il romanzo racconta dell’ ambiente napoletano nei tragici anni  attorno al 1799 e descrive  con minuzia i tratti e l’agire di tutti i personaggi e l’atmosfera del tempo che formavano il difficile ambiente della protagonista Eleonora Pimentel Fonseca convinta repubblicana che sulle pagine del “Monitore napoletano” da lei fondato e diretto tentava di spingere gli intellettuali ed il popolo ad essere solidali nella lotta alla conquista della libertà. E finì sul capestro. 

Uno scrittore attento alla storia e alla cultura napoletana, ma trascurato dalla critica che oggi vuole dare giusta rilevanza ad un personaggio illustre dalla cultura italiana e napoletana.

 

 Maria Carla Tartarone, maggio 2013

 

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