Alla Galleria Blindarte di Arte Moderna e Contemporanea 
Continua la mostra “The Golden Ass”
e il 22 maggio si apre un ciclo di Aste
 

 

Adam Cvijanovic ”The Merchants wife”, 2013, portable murales 244x460

 

“The Golden Ass” è il titolo della mostra che dal mese di marzo presenta quattro noti pittori provenienti da New York: Adam Cvijanovic, Inka Essenhigh, Natalie Frank’s, Santi Moix, già noti in Europa tutti ispirati nella mostra odierna al tema che deriva dalla novella di Apuleio “Le Metamorfosi” in cui il protagonista Lucio viene circuito dai maghi di Hypata città della Tessaglia e tramutato in asino. Lunghe saranno le vicissitudini per riacquistare la sua identità.

A queste vicende si ispirano i quattro pittori dei quali Adam Cvijanovic (1960) è già noto al pubblico napoletano per aver esposto nel 2011 alla Galleria dell’Accademia e alla Galleria di Memmo Grilli nella mostra “Prophecy in a dead language”, esposizione in cui l’artista rivelava il suo forte interesse per le lontane origini classiche e per le remote architetture. Questa volta Cvijanovic si richiama alla pittura rinascimentale e crea ”portables murales”, affreschi trasportabili su carta sempre ispirato dai ruderi greci e romani come dai miti: i campi di papaveri che vi si intrecciano alludono all’antico mito di Demetra (Cerere per i romani), dea delle messi, che veniva rappresentata con un fascio di spighe e papaveri tra le braccia.

Inka Essenhigh (1969) si ispira inoltre al mito di Diana frammisto alle vicende metropolitane contemporanee in uno stimolo alla riflessione su di sé, senza mediazioni, forse ispirata alla religione zen, con immagini molto suggestive.

 

 

 

 

Inka Essenhigh, “Snowflake”, olio su tela 162.56x182.88

 

Natalie Frank’s (1980) ci propone immagini complesse che nella loro tensione invitano a pensare a Lucian Freud commiste come sono di realismo e di pittoricismo velato che, pur nel dinamismo della composizione, suggerisce, nella pregevole tecnica pittorica, una vaga astrazione

Santi Moix (1960) si ispira soprattutto alla natura, antica e contemporanea, sempre eguale a se stessa, osservata e riportata nei suoi taccuini nei suoi lunghi soggiorni in Oriente. Dopo lunghi anni rientrato nel mondo occidentale, a New York, al pittore rimangono vividi i ricordi di quei luoghi e

 

 

 

Santi Moix, “Farka”, 2006, olio su lino, 231.1x264.2

 

della grande libertà della natura non dimenticata. Egli si adegua alla contemporaneità della metropoli e per questa mostra, ispirandosi al mito delle “Metamorfosi”, lo interpreta con colori calcati ed espressioni naturalistiche contemporanee non scevre di ironia.

 Maria Carla Tartarone, maggio 2013

 

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