nella Galleria AICA e al PAN

 

Luciano Sozio

con “Getting There”

 

 

 

 

 

Luciano Sozio, “Dominante”,cm.130x140, pigmenti in emulsione vinilica su tela,2007

 

A Napoli viene ampiamente illustrata  in questi giorni l’opera di Luciano Sozio a cura del gallerista Andrea Ingenito e delle istituzioni napoletane afferenti al PAN, con la cura di Serena Ribaudo e con l’introduzione al Catalogo dell’assessore alla Cultura Gaetano Daniele.

Sono stati messi in mostra in“Getting There”, vari aspetti dell’opera  di Luciano Sozio in due spazi: alla Galleria AICA e al Palazzo delle Arti-PAN. Lo spirito, lo stile ed i temi sono espressi in opere  tecnicamente differenti, sicché  alla Galleria  può vedersi un aspetto del suo fare arte, compreso nella serie di tempere, acquerelli trasparenti dai colori distesi, luminosi, anche quadri grandi rappresentanti luoghi e personaggi vagamente orientali. Le opere in mostra sono trattate con pigmenti in emulsione vinilica su tela, come “Dominante”, cm.130x140, del 2007,  o “L’ultimo Beethoven” cm. 170x150, portata anche alla Biennale di Sgarbi del 2011, nel padiglione Molise. 

 

 

 

 

 

Luciano Sozio, “Our Time”, cm. 50x200x520, ferro, legno, vetro, plastica, 2012

 

Queste opere mi appaiono preparatorie di quell’esplosione di immagini che possono vedersi  al PAN, per i cui  grandi spazi sono state scelte opere diverse, installazioni site-specific in vetro, in plastica leggera e colorata come il grande lavoro“Our Time”, cm.50x200x520 in ferro, legno, vetro, plastica, del 2012; ma anche grandi quadri anch’essi dalla impostazione essenzialmente concettuale,  acrilici su tela come “Le idee vengono da sole”, cm.150x170, del 2014, dove esterno al personaggio  rappresentato viene evidenziato in una goccia il suo pensiero collegato al mondo esterno, una sottile linea, un altro simbolo grafico, li unisce. In molte delle opere di Sozio, a spiegare il racconto dell’artista, troviamo delle gocce anche in vetro multicolore, collegate a ferro o a legno, che, spiega la curatrice Serena Ribaudo nel Catalogo, vogliono significare “lo scorrere della Vita senza costrizioni di sorta e senza limiti spaziali” come appare chiaramente in “Our Time” in cui le figure colorate immerse nelle gocce di vetro sfidano la forza di gravità tentando di sollevarsi e comunicano agli spettatori la possibilità di elevarsi dalle miserie del mondo con la forza spirituale in loro possesso. Dunque la goccia diventa il simbolo di quella spiritualità che spinge ad agire, a ribellarsi. Una forza psicologica espressa all’apice dell’astrazione in “Getting There” (cm.160x75x120, in ferro, vetro, vetro soffiato, nylon, cemento, legno), del 2014, che spesso può derivare dalle filosofie del mondo orientale quasi sempre presente nelle sue immagini.

 La curatrice conclude dicendo che gli eroi di Sozio “resistono fortemente ad una sorta di crocifissione ideale -sotto strenuo sforzo- tentando di uscire dall’inchiodamento per accogliere la Vita in forma rinnovata e nelle vesti di uomini e di donne liberati”.

Il pensiero dell’artista si esprime altresì in immagini ricche di colore e riflettenti tra l’altro gran parte dell’arte del passato, compresa la fotografia, liberamente accolta.

 

Maria Carla Tartarone, novembre 2014

 

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