ArteAs di Maurizio Siniscalco

espone la personale di

 Angelo Volpe  “acid fairytale”

 

 

 

 

Angelo Volpe, “The End”, 2015, olio su tela cm.50x80

 

L’artista Angelo Volpe, nato a Napoli nel 1976, appena diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti, prese a seguire i maestri allora emergenti, creatori della contemporaneità nelle arti come  David Hirschorn,  Sol LeWitt, David Tremlett nonché le correnti di fine Ottocento  che ancora impregnavano il Novecento.  Già nel 2011 il suo successo era tale che partecipò alla cinquantaquattresima edizione della Biennale di Venezia. E nel 2013 abbiamo visto, presso l’associazione culturale ArteAs di Maurizio Siniscalco, le sue opere  raccolte per la mostra “What abaut Tomorrow?” ispirate ai personaggi dei fumetti e del cinema di animazione americano, tra i protagonisti Cip e Ciop e Betty Boop: sembrerebbe una ricerca nel mondo ingenuo dell’infanzia  degli anni sessanta e settanta del Novecento che oggi ripercorre anche con i fumetti di Milo Manara il mondo dei sogni.

Ma i personaggi di Angelo Volpe, pur colti dal mondo dell’infanzia, si sono fatti via via più aspri, più sarcastici,  adornati degli elementi della contemporaneità (tatuaggi, telefonino, antenna televisiva, occhiali da sole ed aereo che sfreccia sul fondo) ben lontani dal vecchio mondo  dell’infanzia.

 

 

 

 

 

 

 

Angelo Volpe, “MeriLenin” 2015, olio su tela, cm.x50

 

A questi elementi che direi di un espressionismo accentuato, oggi il pittore aggiunge in mostra  10 opere “acid fairytale”, oli su tela, in cui pur conservando la maniera ispirata alle avanguardie novecentesche (ricordiamo le ispirazioni alla pop-art, al pollockismo, ai prelievi dada, con cui aveva composto, ispirandosi al noto personaggio della cultura amazzonica e del folclore brasiliano Saci Perere , “Hold Fast nel 2013), insieme ai personaggi dei cartoni animati utilizzati anche dai pittori orientali ed agli elementi sessuali mescolati ovunque, pone l’accento sulla mostruosità e sulla “acidità” per cui prevalgono interpretazioni sarcastiche dei personaggi del mondo contemporaneo, sbeffeggiati e resi mostruosi dalla mescolanza di vari antropomorfismi sempre accompagnati dal suo cromatismo acceso e brillante.

 

Maria Carla Tartarone, novembre 2015

 

 

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