Carla Viparelli a Los Angeles

 con

la sua nuova raccolta di opere

Silicosophy  

   

 

 

Carla Viparelli, “Equitronic”,  2015, oil on canvas, 245x 188 cm.

 

 Carla Viparelli artista e filosofa, già nota in Italia e a Napoli per le numerose mostre è stata in settembre invitata a Los Angeles presso la Gallery  Sixty 29 ove ha portato “Silicosophy”, un folto gruppo di opere  ispirate a quel mondo culturale, mettendo in mostra la sua capacità di esprimere un immaginario sempre diverso stimolato dai luoghi e dalle culture.

Riflettendo sulla capacità dell’artista di mutarsi, tra le sue tante mostre desidero citarne alcune delle più significanti per quel che riguarda i luoghi e la sua ispirazione: ricordo del  2000 alle scuderie di Palazzo Reale “Elemento Scatenante”, nel  2004 “Vino Errante” alla reggia di Portici, “Corpo Stellare” al Maschio Angioino e “Tramente” a Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio, dove presentò un gruppo di lavori digitali, videoinstallazioni, derivati dai suoi pastelli che prendevano vita nella tecnica dei pixel, da proiettare: l’artista passava dal disegno alla fotografia e quindi alla trasformazione in file. Le immagini venivano poi animate al computer  in un moto fluttuante.

Tra le mostre più recenti recenti, a Capri nel 2012, nella Galleria  La Conchiglia,  “Costanzo uomo delle Coste ispirata dal mito di San Costanzo, portò dieci opere e un video, per lo più oli su tavola e su tela, adorne di gioielli in lapislazzuli, argento e pietra lavica, ciascuna raffigurante un frammento del Santo amato in tutto il Mediterraneo, giunto tra le coste dell’isola. 

Nel 2013 “Al Blu di Prussia” Viparelli riprese  il lavoro in pixel con “Animazioni” in cui colori e movimento si mescolavano con ironia compositiva. La didascalie  accentuavano l’ironia dell’artista rispetto alle sue stesse realizzazioni.

A Los Angeles Viparelli coniuga  un materiale mutevole, il silicio, con la filosofia, secondo quanto fa intendere il titolo della mostra, in opere anch’esse in movimento  rispondendo adeguatamente alla domanda attuale posta  dalla Biennale di Venezia e dall’EXPO Milanese:  “Quali futuri si prospettano in termini di accessibilità delle risorse del pianeta da parte della popolazione mondiale?” studia le possibilità di uno dei materiali di base, il silicio, di raggiungere un grado di estetica artistica, costringendolo col movimento a mutazioni continue volute dalla sua estetica filosofica e dalla sua capacità artistica nonché  tecnica.  

 Il 23 settembre ha spiegato con successo il suo pensiero ed il suo lavoro in una lezione alla Casa della Cultura Italiana di Los Angeles. La attendiamo  presto a Napoli per ottenere da lei esaustive  spiegazioni attraverso le sue opere in movimento che per ora vediamo solo in immagini fotografiche.

 

Maria Carla Tartarone, ottobre 2015

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