Al PAN

Riccardo Dalisi

“Progettare per il mondo reale”

con

l’Università Volante

e

Due Primi Premi al Concorso Internazionale “Green Dot Awards”

per il libro“Acqua dueO”

 

 

 

Riccardo Dalisi, immagine dal libro “Acqua due O”

 

Riccardo Dalisi, in mostra al Pan con la sua Università Volante un gruppo di giovani che ha cominciato a riflettere con lui nella calda estate del 2012, sul tetto di Palazzo Gravina e poi nel Trasformatoio, piccolo sito tra il Conservatorio di San Pietro a Maiella e Piazza Bellini. Ancora una volta lavora per stimolare i giovani. In principio le Scuole (del Rione Traiano, della Stella), poi i giovani lattonieri di Rua Catalana e il lungo insegnamento universitario alla Federico II.  Oggi  i risultati sono nella mostra al Pan “Progettare per il mondo reale”, a cura di Gabriele Fiocco, Valentino De Petro ed Else Caggiano, giovani dell’Università Volante.  Sono in mostra anche due valigie    una piena, pienissima, esplosa, l’altra da riempire ora subito per nuovi voli. Non mostriamo niente, facciamo un cerchio e riempiamo gli spazi parzialmente lasciando sempre spazio agli altri. Voliamo ma solo per tornare con i piedi per terra. Ci uniamo a chiunque per arricchirci…” così scrivono i giovani del Trasformatoio che hanno curato la mostra. Il progetto viene ancora spiegato più oltre, quando scrivono: “… per quanto riguarda l’approfondimento delle tematiche dell’ecodesign, del recupero e riciclo dei materiali e della partecipazione condivisa, a cerchio, ci siamo subito abbracciati” e aggiungono “ dove ognuno ha il suo spazio e il lavoro collettivo significa accettazione e scoperta dell’altro… arrivando ad un arricchimento reciproco” Il video, che si può vedere in mostra, “Università Volante- La Partenza”, chiarisce ancorpiù.

Questo l’ultimo progetto di Dalisi per i giovani: aiutarli a rivelarsi, a trovare in sé e negli altri il bisogno di arricchimento reciproco, di conoscenza senza rivalità, con il rispetto gli uni degli altri.

E’ di questi giorni la confortante per non dire esaltante, notizia appena giunta, dei due primi premi attribuiti al libro di Riccardo Dalisi “Acqua dueO”, (edito da H2O Edizioni, Milano) presentato al concorso internazionale “Green Dot Awards” di Los Angeles  nelle categorie “Print” e “Service”.

Partecipando all’urgenza, sentita da molti paesi nel Mondo, di diffondere la consapevolezza della necessità di attenzione e di cura verso un bene comune essenziale, che è quello dell’acqua, nella primavera scorsa ha scritto un libro, ricco di sue immagini in cui annuncia l’intento di mostrare  con testimonianze lo sforzo di molti a cominciare dai membri dell’Associazione H2O di padre Alex Zanotelli, che si fa testimone delle miserie di molte popolazioni prive di questo bene fondamentale chiamato ormai “oro blu”. Nelle prefazioni al libro di Dalisi la presidente dell’”Associazione No Profit H2O”, Cintya Concari e l’architetto Roberto Marcatti Curatore del Progetto Globale H2O, sostenitori di questa difficile battaglia, ricordano altresì le recenti mostre dell’artista architetto in cui il tema centrale è stato sempre quello dell’acqua bene comune, sia a Montreal “H2O Nuovi scenari per la sopravvivenza”, che al Castello di Acaya (Le) “L’acqua in mostra”, nel 2011, dove entrambi sono stati insigniti del “Compasso di Latta”, emblema dell’arte poverissima di Dalisi dedicata a questa causa.

Bisogna ricordare alcune delle testimonianze che il libro di Dalisi rileva, alternate a splendenti disegni che alludono alle molteplici funzioni dell’acqua. Un capitolo è dedicato allo psicologo junghiano James Hillman, recentemente scomparso che nel suo “Il potere. Come usarlo con intelligenza” (Rizzoli, 2002),  ricordando come ogni cosa abbia bisogno di cure, si chiede: “E l’acqua bene universale, comune, vitale, quale attenzione, amore, cura , richiede?” e aggiunge: “il considerarla una merce è condizione che le toglie, appunto, l’anima, il valore, la forza mitica che ha e deve continuare ad avere…L’acqua è necessario veicolo per disciogliere le sostenze e per farle circolare, per far circolare tutto ciò che è vita”. In altro capitolo l’architetto ricorda l’immenso maestro che fu Leonardo, quanto egli scrisse sull’acqua e trascrive alcuni versi tratti dal “Codice Forster” e dal “Codice Arundel” ricordando altresì come dai lavori pittorici del Maestro da Vinci abbia imparato a rappresentare  l’acqua attraverso la linea ed il colore.

 

 

 

Riccardo Dalisi, immagine dal libro “Acqua dueO”

 

Un successivo capitolo tratta il tema “La memoria dell’Acqua” secondo la teoria di Jacques Benveniste (pubblicata nel 1985), tema che ha interessato anche altri studiosi come il fisico Roberto Germano (autore anch’egli di un libro sull’acqua e le sue mirabili avventure) e il designer Giulio Callegari. L’artista non dimentica di trattare “L’armonia dell’acqua” e non trascura di citare “L’albero della conoscenza” (Humberto Maturana e Francesco Varela, Garzanti 1987) in cui gli autori sostengono che “in ogni organismo c’è una forza autocreatrice ed una forza autoriparatrice: l’autopèoiesis, l’attitudine all’armonia”. Un’utima citazione è per Bill Viola , un artista che nelle sue immagini e nelle sue installazioni esaminando i temi della “purificazione, della dissoluzione e della rinascita” inserisce sempre l’acqua soccorritrice. Questo libro inserito nei ragionamenti, cui hanno partecipato con le loro produzioni sul tema, ventidue paesi con centinaia di proposte di artisti e scrittori, nel concorso internazionale “Green Dot Awards”, nella città di Los Angeles, ha procurato al nostro artista, per i temi etici trattati e per le sue immagini, i due primi premi sopra citati.

 

 M. C. Tartarone Realfonzo, febbraio 2013

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