Alla Galleria di Maurizio Siniscalco

in mostra 

“Prelùdio” di Suzana Queiroga

 

 

 

Suzana Queiroga, Livro de Amor, tempera su carta,2014

 

 È in mostra alla Galleria Siniscalco un’artista brasiliana, Suzana Queiroga con “Prelùdio”, un folto gruppo di opere pittoriche provenienti in buona parte dalla sua recente mostra nel MAC-Museu de Arte Contemporànea de Niteròi a Rio de Janeiro, nel 2013.

Da un’intervista con l’artista, una giovane donna dalle tristi vicende familiari, vissuta sognando un padre mai conosciuto e sempre immaginato, sospirando di incontrarlo nei cieli in cui si è disperso,  vagando in mongolfiera e riprendendo immagini fotografiche degli immensi spazi del cielo poi riprodotti con studio accurato nelle sua carta da architetti, la cosìddetta carta mozzarella, impressa di acqua e colore per mesi, fino ad ottenere la base voluta per i suoi disegni, cartografie surreali commiste a  brevi versi.

 Con lei è rinato l’azzurro un colore senza dimensioni, “oltre” le dimensioni, come scrisse Klein. Troviamo sulla sua carta colorata di azzurro la serie di tempere “Livro do AR” e la serie “Livro do MAR”, (cm. 64x46,1) del 2013 e, del 2014, le serie del “Livro do Amor”, nelle stesse misure, con la stessa tecnica ma naturalmente con soggetti diversi.

 

 

 

Suzana Queiroga, “Livro do Dor”, tempera su carta, 2013

 

Una ricerca quella di Queiroga che passa certamente attraverso il vibrante oltremare di Klein, ma è una ricerca personale, intima e per quanto le dimensioni dei dipinti siano le stesse, l’immagine centrale ed il colore, sfumature di azzurro e di blu sempre diverse, a lungo ricercate, ”dal profondo azzurro ai violetti, dai grigi bluastri ai verdi oceanici” esprimenti differenti stati d’animo. Come ha  scritto  Luiz Guilherme Vergara, direttore del MAC di Rio de Janeiro, “la mostra di Queiroga incarna la complessa visione etica di Nietzsche, la coniugazione esistenziale e spirituale del concetto di ‘oblio-memoria’ attraverso il potenziale attivo della forza artistica”.  Guardando le sue immagini dopo aver parlato con l’artista, non ho avuto dubbi: l’arte ha sublimato il suo dolore rendendole serenità e ispirandole immagini sognanti definite da parole poetiche.

 

 Maria Carla Tartarone, maggio 2014

     

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