Da Mangiafoglia:dove l’ospitalità diventa Arte

 “Menti a Tavola “di

Felix Policastro

 

 

 

Felix Policastro , opera in ceramica, 2014

Mangiafoglie è un antico appellativo con cui venivano chiamati i napoletani fino al XVIII secolo, perché amanti dei broccoli, friarielli, cavolfiori e solo dopo il Seicento aggiunsero alla loro dieta i maccheroni. Il proprietario del Ristorante Mangiafoglia Stefano Civita, è ritornato alle antiche usanze aggiungendovi un’altro elemento, il pesce, specialità del suo Chef Carlo Spina.

E’ in questo piacevole luogo che Maria Savarese porterà un gruppo di artisti che esporranno in cicli, con lavori a tema, cominciando dalle opere di Felix Policastro, “Menti a Tavola”. L’idea è nata alla storica dell’Arte dal desiderio di accomunare il piacere del gusto al piacere visivo, in una “felice sintesi tra l’opera ed il contesto”. Le opere comprese in “Menti a tavola, sembrano appunto concepite per il “sito” così che le opere alle pareti, piccoli quadri in bianco e nero (ispirati al pensiero di grandi uomini del passato: Giordano Bruno, Vincent Van Gogh, Modigliani, Marcel Duchamp…) o le leggere ciotole di ceramica decorate, o gli oggetti come i portacandela prodotti dal “Laboratorio Terre Blu” di Caserta, poggiate sui davanzali delle ampie finestre vetrate, sembrano create per esaltare la raffinatezza e la sobrietà dell’arredamento. La sera dell’inaugurazione è stato anche proiettato un breve Video della durata di due minuti, prodotto dal Museo Plart in cui Policastro è di casa. Ed in più l‘artista, in una performance, ha decorato molte cartoline, preziose operine, che ha donato a molti visitatori presenti.

 

 

 

Interno del Ristorante Mangiafoglia

 

Felix Policastro, nato nel 1961 in Venezuela; oggi vive a Saviano nella piana del Vesuvio.

Comincia le sue manifestazioni artistiche negli anni Ottanta, lavorando dapprima soltanto con il colore, e poi cercando di cogliere e trasmettere attraverso segni fantastici l’essenzialità del rapporto tra uomo e natura, utilizzando, oltre ai colori, anche materiali che rispecchino non solo la preminenza dell’uomo ma anche la considerazione degli animali dando loro lo stesso rilievo: in questa mostra egli pone il soggetto pesce come protagonista.

Dagli anni Ottanta in avanti l’artista espone oltre che in Italia, in Belgio, in Inghilterra a Londra, in Francia, nel principato di Monaco, in America a Miami, in Sud Africa, in Scozia, in Iran, in Grecia ad Atene, ricevendo sempre recensioni stimolanti. Nel 1996 Policastro, con Enzo Sgambati, realizza il progetto “Artefuori” che vede esporre nelle strade di Saviano molte opere all’aperto. Con lo stesso Sgambati fonda la “Associazione Nazionale per Liberazione del Merlo Maschio” che, sfilando nella piccola città, festeggia l’arrivo della Primavera, invitando alla pace ed al rispetto di tutte le culture. Dopo il Duemila si fanno più fitte le sue presenze nelle mostre. Ne ricordo alcune: nel 2000 è presente a Palazzo Reale per la mostra “Cartoline per Napoli”. Nel 2001 è a Ravello a villa Rufolo per “Il Giardino delle Esperidi”. Tra il 2002 e il 2004 si dedica ad “ambientazioni” nei Caffè di Saviano di Nola e di Lecce. Tra il 2005 ed il 2006 Philippe Daverio e Jean Blanchaert preparano la Collettiva “1000 artisti per un’indagine eccentrica sull’arte in Italia” ed il nostro artista, presentato da Terre Blu, vi partecipa con successo. Nel 2007 partecipa alla Triennale di Milano con “Mundus Vivendi”, poi a Londra e a Miami. Nel 2008 per l’inaugurazione del Museo Plart prepara per la collettiva un’opera, “Quadrifallico”. Vi ritorna nel 2010 con la personale “Notext”. Nello stesso 2008 partecipa alla mostra curata da Jean Noel Schifano e Maria Savarese,Il Giallo di Napoli nell’Europa dei cinque continenti” con due opere. Nel 2009 a Salerno nel Museo Diocesano espone “Elevazioni”. Ideatore della testata “Latte”, Policastro nel tempo ha preso ad utilizzare il computer per ideare le sue immagini, realizzate poi con materiali quali la vetroresina, la cartapesta, il rame e la cera oltre che l’acquerello con cui ha realizzato anche le opere oggi in mostra da Mangiafoglia. Nel 2011 ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi e in questi giorni partecipa alla Expò di Milanoin collettiva, con “Totò benvenuto ad Expò-il riso nutre il corpo e l’anima”, perfettamente immerso nel suo impegno verso la natura in tutti i suoi aspetti.

 

 Maria Carla Tartarone, 30 maggio 2015

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