La Galleria “Home & More”

presentaFiberwork”

di

Mena Pezzullo

 

 

 

Mena Pezzullo, immagine di un arazzo intessuto con fili di seta

 

Le opere di Mena Pezzullo “Fiberwork”, in mostra alla Galleria “Home &More” dell’art director Sabrina Vitiello, continuano a precisare la sua formazione culturale rispettosa di ogni oggetto creato e fabbricato. I principi del re-use, re-cycle, re-create sono stati alla base delle sue creazioni artistiche che si sono per molti anni espresse esaustivamente nelle tessiture di filati di seta riciclati dai colori delicati o smaglianti; oggi il filo di seta non le basta più: ogni oggetto, anche vecchi ombrelli, la ispira a costruire assemblaggi poetici.

Mena Pezzullo ha iniziato a esporre giovanissima, nel 2000, con la partecipazione a “Palme di “Autore” nell’Orto Botanico di Napoli.

Tra le mostre recenti ricordo nel 2008 “Trame” “Al Blu di Prussia” in cui erano esposti splendidi arazzi di fili di seta di grandi dimensioni, che alludevano a mari e tramonti. Del 2010 fu una riuscita esposizione alla Galleria Miniartextil di Brescia.

Nel suo studio di Piazzetta Rodinò l’artista nel 2012 mise in mostra un’antologica del lavoro degli anni trascorsi: immagini tessute, preziose dai colori delicati e lucenti, raffigurazioni geografiche su ispirazioni di maestri come Alighiero Boetti; ricordo in particolare “Il Mappamondo” e sculture create con elementi primari ritrovati.

Con il fiberwork l’artista è riuscita a riprodurre anche gli animali in creazioni riflettenti la natura, gli ultimi in mostra sono gli agili struzzi dalle piume setose che si arrampicano sulle scale del sito di Sabrina Vitiello che ha curato anche la mostra, di cui è altresì da segnalare il blog “Nice to gren you”.

In Mena Pezzullo la ragione etica del bisogno di riciclare genera l’ispirazione: la paziente realizzazione, raffinata negli orditi ricreati, può dirsi nata dalla “corrente del racconto del filo” come Barilli volle chiamarla. Ma l’artista, come abbiamo visto, non si è fermata agli arazzi: sulla ispirazione della pop-art americana e dell’arte povera europea ha sempre maggiormente approfondito la necessità di riutilizzare tutti i materiali e gli oggetti dismessi, creando opere d’arte. Ed è ciò che si rileva nella mostra odierna.

Quella della Pezzullo è dunque un’arte ecologica ed insieme etica. Per lei “il nuovo mito è dato dal riciclo, che ha preso il posto del progresso” come ebbe ad asserire Michelangelo Pistoletto. Con lei i materiali abbandonati acquistano nuovo valore, rimaneggiati con cura e fantasia conquistano anche un valore educativo che andrebbe accolto nelle scuole.

 

Maria Carla Tartarone, dicembre 2015

 

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