Nella Galleria “Al Blu di Prussia

“FOTOBAZAR”

di

Vittorio Pescatori    

 

 

Vittorio Pescatori Colpo di Vento a Capri in via Sopramonte

 

A cura di Mario Pellegrino sono in mostra “Al Blu di Prussia” le opere fotografiche “Foto-colloqui” di Vittorio Pescatori, un artista della fotografia che persegue da molti anni questa sua passione nelle sedi di Milano e di Capri dove rielabora col colore le sue immagini in bianco e nero raccolte in tutto il mondo, mettendo in rilievo attraverso i suoi colori le atmosfere, la spiritualità dei luoghi e il carattere dei personaggi indagati dalla sua macchina fotografica.

Pescatori conosce da sempre l’arte fotografica, la sua evoluzione, essenziale a molti artisti pittori per la costruzione delle immagini che intendono creare e la loro elaborazione. Egli ritiene primaria la fotografia in bianco e nero, ma non adatta al suo bisogno di espressività, per cui il colore sfumato disteso ad evidenziare il suo sentire, “ritocca” le immagini interpretandole secondo la sua visione. Inoltre Pescatori è un ironico poeta quando accompagna le sue opere con argute brevi didascalie che focalizzano il messaggio ideato.  

 

 

Vittorio Pescatori, Venezia 65’ Palazzo dei Leoni, Peggy

 

Voglio ricordare la sua amicizia, generata anche da comuni interessi letterari, con la poetessa Alda Merini, che in occasione della sua mostra intitolata “Io Pinocchio“ ispirata ai personaggi del Pinocchio di Collodi, con più di ottanta fotografie, nel 2008 e ripetuta nel 2009 a Capri alla Galleria la Conchiglia, ebbe a scrivere una poesia a prefazione del Catalogo: ”Se io come Pinocchio,/ Potessi diventare un mandorlo in fiore/ o la vibrazione di un violino puro,/o anche divenire una marionetta,/come di fatto sono,/ non direi agli altri la mia preghiera,/ ma vorrei essere solo un bambino/ per sentire i morsi del primo amore”. In questa poesia è il comune sentire dei due amici; qui riecheggia anche la personalità poetica di Pescatori, quella degli “appunti di viaggio” fotografici, che oggi chiamiamo “foto-colloqui”, dacché ogni immagine, accompagnata dalla sua vivace didascalia, sembra instaurare con gli astanti un sorridente colloquio che rivela interattività tra le parti con una più profonda comprensione.

Quest’anno vediamo Pescatori trasmetterci particolari immagini (messe in mostra nel 2013 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli in “Stravedere”) ritrovate tra le pietre di Capri nelle sue rinnovate passeggiate che indagano il paesaggio e i luoghi. Tra le stradine più deserte, nei muri di sostegno, negli androni di caverne, nei terreni scavati fino alle più antiche pietre, l’artista, che non vuole chiamarsi tale, ha potuto fermare immagini di antiche creazioni dell’uomo, un elefante, una sirena, un uccellino o un pesce rosso, le immagini riprese e colorate alla sua maniera, appena accennata, risultano evidenziate e particolarmente intriganti.

Sono molti anni che Vittorio Pescatori espone le sue immagini: nel 2003, al Palazzo Reale di Milano, la sua mostra fu accompagnata dalla critica di Vittorio Sgarbi che seppe individuarne la personalità quando scrisse che egli “vede con misura e senza compiacimento, ma vede oltre ciò che si vede” ed è di questa opinione anche Mario Pellegrino nella presentazione del Catalogo della Mostra.

Altre mostre importanti sono state nel 2004 a Capri al Museo della Certosa, nel 2006 a Napoli a Castel dell’Ovo, sempre nel 2006 a Castellamare di Stabia, nel Salone delle Terme, alla Galleria “Al Blu di Prussia” nel 2011 e nel 2013 al Museo Archeologico di Napoli, come si diceva innanzi. Vittorio Pescatori ha scritto anche romanzi e articoli per giornali d’arte. Tra i romanzi ricordo “Pensione Nirvana” del 1975, “La Maschia” del 1979, “L’Odalisco” del 1989, “Uranopoli” del 1991, “L’Animalo” del 1995, “Le rughe di Barbie” del 1998 e la nuova edizione di “Pensione Nirvana” del 2007.

 

 Maria Carla Tartarone, 26 Marzo 2014

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