Eduardo Palumbo

in mostra a Roma

nella  Galleria d’Arte Massi

 

   

 

 

E. Palumbo, “In mezzo al ritmo”, acrilico su tela 120x100,2014

 

La Galleria  di Maurizio Massi il 30 settembre mette in mostra, fino al 15 ottobre,  “Musica Segno Colore” , un gruppo di opere del Maestro Eduardo Palumbo da sempre ispirate con i loro tratti ed i loro colori alla musica. La Galleria per l’occasione presenta anche un ampio  Catalogo il  cui testo introduttivo è di Laura Turco Liveri.

   Voglio ricordare come il pittore Eduardo Palumbo, nato a Napoli nel 1932, allievo dell’Accademia napoletana abbia seguito giovanissimo attraverso i suoi maestri, negli anni ’50, l’evolversi dell’arte napoletana del secondo dopoguerra attraverso la nascita e l’evoluzione di “Gruppo Sud”, un gruppo di artisti innovatori che nel 1949 si divise in due correnti: quella astratto-concretista di Barisani-De Fusco-Tatafiore-Venditti e l’altra che riprendendo il percorso delle prime avanguardie del Novecento postcubiste, futuriste e realiste raccoglieva il gruppo De Stefano-Florio- Gargiulo-Lippi-Montefusco-Starnone-Tarchetti e Ricci che aiutarono la formazione di Palumbo come di altri del gruppo di Emilio Notte che perseguiva la via del Futurismo Geometrico vivificato da un intenso colorismo. Una tendenza sempre perseguita e penetrata dalla   passione per la musica, istintiva in Palumbo, che si è poi sempre rivelata nelle sue opere.  

 

 

 

 

 

 

 

E. Palumbo, “Intorno aria dorata”, acrilico su tela, 70x50, 2006

 

Il ricchissimo itinerario culturale  con le numerose mostre, seguite spesso da premi, non sono qui citabili ma ricordo  tra le ultime  il ciclo del 2006 “I segni della Musica, omaggio a nove Maestri” in cui evocava tra gli altri le opere musicali di Dvorack “Danze Slave”  e di Bartoòk “Il mandarino cinese” che lo ispiravano anche nella scelta interpretativa dei colori.

Anche in altre opere più tarde tra cui quelle esposte nel 2009 a l’Aquila, “Effetto Futurismo” e a Caserta dove in  un’ampia antologica,  “Aviogrammi” espose  anche opere del 1957 e nel 2010  a Milano e  ad Anacapri  nella Galleria “Studiò”, in una collettiva cui parteciparono anche   le opere informali di Corpora e il geometrismo di Dorazio, Palumbo  ha sempre rivelato il suo  animo musicale espresso nelle sue linee  astratto-geometriche.  Del 2012  è la mostra in collettiva  con  Ariela Bohm e Patrizia Molinari “Il linguaggio specchio della società” alla Galleria della nota associazione culturale “Il tempo ritrovato”, a Roma.  Nel 2013  le sue opere si son viste  al Museo Arcos di Benevento. Nuovamente a Roma nel 2014,  alla GNAM  in collettiva con  “Ventisette artisti e una rivista” mentre  in contemporanea preparava splendidi disegni di vetrate per il VI ramo della mostra “Rinascita dell’Arte Liturgica” nella Chiesa dell’Immacolata dei Miracoli. Oggi dopo essere stato al Museo d’Arte Moderna di Pescara, lo troviamo con la sua personale nella Galleria del noto perito d’arte  Alessandro Massi.

 

Maria Carla Tartarone, settembre 2015

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