Al MA-Movimento Aperto

Mostra di Enzo e Nicola Pagano

 “Pa(es)aggi e Figure dell’Immaginario”

 

 

 

Nicola Pagano, “Ex voto 1(baubo)”, piombo, cera e acrilico su legno, tre elementi 45x15, 2013

 

 

Al MA la curatrice Ilia Tufano ci offre in mostra le opere di due fratelli che con itinerari diversi hanno entrambi raggiunto l’Arte, Enzo e Nicola Pagano. Sono noti i “Quaderni” di questa associazione culturale che talvolta accompagnano le opere spiegandone l’iter nell’ambito di correnti culturali e artistiche. Questa volta è Enzo Pagano, con il critico Dario Giugliano, a scrivere il Quaderno “Pa(es)aggi e Figure dell’Immaginario” che ci accompagna nella visione e nella comprensione delle opere. Il titolo come spiega Dario Giugliano nella introduzione del Quaderno, “La forza dell’espressione”, pone l’accento su ciò che nasconde, ed insieme accentua con il suo “es” tra parentesi, la parola paesaggi. E’ l’espressione, una categoria del linguaggio esaminata da Aristotele nel “De interpretazione”, (Περί ερμηνείας) e riconosciuto importante in quanto esprime il contenuto della coscienza. Sottolinea Giuliani: “l’arte fa mostra di quel paesaggio interiore, di quel paesaggio immaginario, imaginary landscape come diceva Cage, costituito da quell’accumulo di immagini, da quel repertorio di segni che è il mondo stesso che ognuno porta con sé”.

Ciò consente di comprendere e interpretare il pensiero più segreto o addirittura sub conscio di un artista, attraverso i segni che egli traccia nella sua opera.

I due artisti, hanno personalità affini espresse in scelte professionali: Nicola è un architetto con specializzazione in Restauro dei Monumenti; lavora nell’ambito della progettazione architettonica, del paesaggio e della pianificazione ambientale. Enzo dalla passione per la Medicina è passato alla Laurea in Lettere Classiche, alla Specializzazione in Storia dell’Arte; insegna nel Liceo Artistico di Napoli.  

 

 

 

Enzo Pagano, “Valle dell’ombra”, olio e sabbia su tela,80x120,2013

 

 

 

La loro arte esprime passione per le civiltà antiche e il loro spirito: un’affinità che leggiamo nelle loro opere, esprimenti interesse verso i miti, le simbologie religiose rappresentate con più evidenza da Nicola. E’ soprattutto nei lavori di piccole dimensioni che l’artista, utilizzando i materiali in un collage che raggiunge la tridimensionalità con l’utilizzo di piccoli animali, conchiglie, ricci di mare, pomici, rappresenta la sua lettura di un personaggio mitologico, come in “Nove apparizioni di Medusa” (cera e materiali vari su legno, cm 21x21 ciascuno, del 2013); o l’interesse in alcuni simboli religiosi come gli ex voto, realizzati con calchi di piombo e colore, un carminio gocciolante o impastato in lucida cera come in “Ex voto1 (Baubo)” (piombo cera e acrilico su legno, tre elementi cm 45x15 del 2013).

Enzo Pagano mette invece in evidenza la essenzialità dell’elemento terra, che sembra imprimersi nei quadri col suo spessore, con le sue variazioni di colore marrone, grigio e talvolta verde scuro. Questi elementi fondamentali raccontano il pensiero, la psicologia di questo artista in cui è più rara la rappresentazione di feticci, preferendo il racconto storico: “Il tabernacolo del sacrificio”, (olio e sabbia su tela, cm 80x70, 2011-2013). Un vago scorcio, un profilo di vulcano, di isola, acquisiscono per Enzo Pagano un significato onirico, evocatore di paesaggi reali o immaginari amati fra cui ineludibile troviamo un elemento classico, anche un profilo rinascimentale di fanciulla, sulla roccia scabrosa, come in “Pa(es)aggio”. In lui possiamo trovare elementi pittorici già espressi da artisti del passato come Arnold Booklin (“L’isola dei morti”) che sembra suggerirgli la forma, lo spazio, per “Valle dell’ombra”, (olio e sabbia su tela,cm 80x120 del 2013). Mentre altri artisti dell’espressionismo astratto o dell’Informale come Mark Rothko o Franz Klein che gli sono certamente compagni, lo ispirano nella stesura a larghe fasce del suo colore pastoso, il bruno colore della terra, nella sue variazioni più intense, più calde.

Entrambi gli artisti nati a Napoli negli anni Cinquanta hanno al loro attivo moltissime mostre, volendo ricordare soltanto le ultime in cui  i due fratelli hanno esposto insieme le loro opere, si possono ricordare:

nel 2009 “Ragionamenti d’Amore”, una collettiva al MA;

nel 2010 “Artpages rassegna del libro d’artista”, collettiva nella Biblioteca comunale, Castro dei Volsci, Frosinone;

nel 2011 “Mitra sol invictus”, Rassegna d’Arte, Museo Archeologico dell’Antica Capua, Santa Maria Capua Vetere.

 

Maria Carla Tartarone, febbraio 2014  

 

Περί ερμηνείας

 

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