Oplepo-Oulipo

Attenti al Potenziale!

Spaesamenti d’arte letterari e urbani

 Convegno Caprienigma-XVIII Edizione

 

 

 

Soltanto nel 2010, quando Raffaele  Aragona mi invitò al Convegno Caprienigma-XVI edizione (Aragona è tra i fondatori dell’Oplepo, Opificio di letteratura Potenziale con numerose pubblicazioni), capitandomi il libro di  Italo Calvino edito nel 2008 da Manni, riproposto nel Convegno del 2010, ”Percorsi Potenziali”, autore che avevo amato  e raccomandato anche per le letture dei ragazzi, ho preso a interessarmi a queste nuove visioni letterarie. 

Calvino nel 1972 era entrato a far parte dell’Oulipo (Ouvroie de Littérature Potentielle, fondato a Parigi nel 1960)  sperimentando giochi linguistici non privi di ironia  nelle sue opere. Lo scrittore scomparve nel settembre del 1985 e Nel 2010 viene ripubblicato, come dicevo, il suo libro di saggi  “Percorsi potenziali”, che analizza il rapporto tra l’autore e il Laboratorio linguistico francese. Nell’introduzione Calvino scrive .”La struttura è libertà, produce il testo e nello stesso tempo la possibilità di tutti i testi virtuali che possono sostituirlo. Questa è la novità che sta nell’idea della molteplicità “potenziale” implicita nella proposta di una letteratura che nasca dalle costrizioni che essa stessa sceglie e  si impone”. Mi sembra un principio chiarissimo che apre a infinite, o quasi,  creazioni letterarie. Il romanzo ad esempio fin dagli inizi è stato il primo ad essere coinvolto, libero di seguire altri schemi, quelli poetici del sonetto o della sestina con le loro precise regole.  Questa letteratura potenziale ha riscosso successo presso ogni paese europeo e si è espansa rapidamente in Italia. Un esempio più esplicativo può   essere dato da otto versi che Calvino dedicò a Raymond  Queneau nei quali il lipogramma si impone: nei primi versi le vocali prevalgono avvicendandosi,  negli ultimi tre versi  l’unica vocale è  la “e”.

 

Aiuole per  Queneau

 

Aiuole obliate gialle d’erba, sa

Un cupo brusio smuovervi, allusione

Ad altre estati, cetonia blu-violetta,

enunciando noumeni oscuri: tutto fu,

sarà ed è in circolo: dunque è sempre

presente nelle esterne senescenze

ed effervescenze d’ere, nel serpente

 d’etere, seme, cenere ed erbe secche.

 

 

Diversi sono i nomi di illustri letterati che hanno partecipato alla fondazione  dell’Oulipo, tra cui George Perec, Jacques Jouet e Raymond Queneau.

Mi sono perciò incuriosita della letteratura potenziale ed oggi seguendo con attenzione tutte le tappe del Convegno sono ancora maggiormente interessata a questa forma letteraria che parte dalle regole della poesia, volendo in esse trasferire un testo letterario, il romanzo, giungendo a coinvolgere anche le altre arti e perfino la matematica. Non è cosa facile perché l’idea del potenziale, opponendosi a una visione “assoluta” dell’arte e della letteratura introduce la possibile creazione di nuove strutture letterarie con le regole di altre discipline.

 Il Convegno odierno “Attenti al potenziale! Spaesamenti d’arte, letterari e urbani” si è svolto tra il 22 ed il 25 ottobre con inaugurazione al “Blu di Prussia”, introdotto da Raffaele Aragona seguito da  Paolo Albani e Maurizio de Giovanni che hanno trattato il tema “Il poliziesco potenziale”. E’ proseguito il 23  nell’Università degli Studi di Napoli “l’Orientale” al Palazzo Du Mesnil in cui le relatrici Virginie Tahar dell’ Universite Paris-Est,  Eliana Vicari Fabris, Laura Brignoli Pusterla, Astrid Poier-Bernard  introdotte e seguite da Domenico D’Oria  hanno specificato con le loro relazioni quale sia la letteratura “à contrainte” in Italia, Francia ed Austria. Nel pomeriggio dello stesso giorno il Convegno si è spostato in via Crispi presso l’ ”Istitut Francais Napoli” con l’argomento “Spaesamenti letterari”. Nel Giorno 24  l’Istituto “Suor Orsola Benincasa” ha ospitato i convitati per gli argomenti “Sulla potenzialità nell’arte”, “Gastronomia potenziale”, “Appunti di geografia potenziale” ed “A futura memoria: il proverbio tra virtualità e attualizzazione”, conduttore Francesco Barra Caracciolo. Nello stesso giorno, alle 18,   al “Blu di Prussia” abbiamo ascoltato Paolo Pergola in “Lessico famigliare: operazioni alla lettera”,  seguito dalla  performance dal titolo“Astolfo Sulla Luna, Breve campionario di suoni bianchi” del trio di Paolo Albani,  coinvolgente gruppo musicale; subito dopo Claudio Strinati  ha parlato di “Spaesamenti musicali”; è stata poi letta in  italiano e in francese “La ville provisoire” di Jacques Jouet e infine  Piergiorgio Odifreddi ha approfondito con  “Mondi possibili” l’entrata in campo del mondo matematico. Ha condotto Armida Parisi. Sabato 25 ottobre il Convegno si è chiuso per l’ospitalità del nostro Mecenate Bepy Mannajuolo nella Sala Filangieri, con un argomento sofferto:  Spaesamenti urbani”, riguardante soprattutto la città di Napoli,  condotto dal giornalista Pasquale Esposito: si sono susseguiti nei vari aspetti della questione Raffaele Aragona in “Quale immagine senza decoro?”, Rosanna Buono dell’Università Tor Vergata in  “Modelli e Misfatti”, Claudio Strinati in “La città Spaesante”, Paolo Macry in “Napoli Addio”, Francesco Bruno in “Identità perdute” con la conclusione di Ernesto Mazzetti in “Napoli com’è”. Breve il j’accuse finale  dei presenti desiderosi di commentare.

Il convegno mi suggerisce  il  dubbio se oggi, 2014, l’attualità di questa forma letteraria, ampliata anche all’informatica, che si espande sempre di più, possa mantenere il rigore richiesto inizialmente.

 

 Maria Carla Tartarone,  ottobre 2014

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