Mostra ad IntraGallery per Scampia

Feste onorifiche al Museo del Corallo Ascione  

 

 

Da IntraGallery, in via Cavallerizza a Chiaia un gruppo di artisti si è radunato ed ha messo in mostra le proprie opere per sostenere il “Centro Territoriale Mammut” di Scampia che si trova nella necessità di sospendere le attività per la grave situazione economica che lo ha già costretto a ridurre da venti a quattro gli operatori assegnati alle attività dei ragazzi. Ma il Centro non vuole arrendersi perciò dedicherà i prossimi mesi al tentativo di cancellare il deficit lanciando i simbolici“Semi di Primavera”, piccoli aiuti che potranno spontaneamente crescere e ridargli vita.

L’invito a collaborare è stato accolto da Andrea Pazienza e da Riccardo Dalisi che a Scampia, come già in altri rioni della città, guida un laboratorio artigianale per i ragazzi. Gli amici artisti hanno aderito alla proposta di mettere in mostra le loro opere per venderle a vantaggio del Centro Mammut; così, da un’idea di Benedetta de Falco, Annamaria de Fanis e Anna Rossi Scialò hanno deciso di ospitare nella loro IntraGallery le opere degli artisti aderenti alla iniziativa, che sono molti: Francesco Bassini, Rita Chiliberti, Alessio Cattaneo della Volta, Attilio Ciranna, Roberto de Notaristefani di Vistogirardi, Morgan De Sanctis, Dino Falconio Cherubino Gambardella, Mauro Giancaspro, Raquel Inler, Simona Lanzillo, Alba RosaMancini, Andrea Pazienza Stefano Parisio Perrotti, Filippo Patroni Griffi, Sonia Ritondale, Antonella Romano, Alberto Sicolo.

Protagonista naturalmente Ricardo Dalisi, che ha occupato una intera parete ad inneggiare alle donne, una serie di luccicanti flessuose donnine, l’ultima ispirazione del nostro artista.

La mostra, che sarà visitabile fino al 13 maggio e poi si sposterà in altri luoghi della città, è stata inaugurata dalla Assessora alla Cultura e al Turismo Antonella di Nocera che ne ha offerto il patrocinio.

Il Museo del Corallo Ascione, aperto ad accogliere concerti ed eventi di rilievo, venerdì 26 aprile, ha ospitato i festeggiamenti per i novant’anni dell’illustre filosofo Aldo Masullo, sempre presente e attento alle vicende della vita della città. E’ recente la decisione della famiglia Ascione di collaborare alla diffusione della cultura nella nostra città, sicché questo avvenimento ci ha consentito di conoscere uno spazioso ed elegante showroom sito in uno dei centri più prestigiosi e frequentati della città, tra il Teatro San Carlo, Palazzo Reale, Castel Nuovo. L’eccezionale Museo privato, ubicato nell’angiporto della Galleria Umberto, espone, nei gioielli degli Ascione, la cultura l’arte e l’artigianato napoletano. La dottoressa Caterina Ascione, esponente della numerosa famiglia, storica dell’arte di grande sensibilità, mi ha accompagnata nella visita al Museo. Nelle prime sale, oltre alle bacheche con i bei gioielli attuali, si conservano antichi strumenti artigianali per la lavorazione del corallo mentre alle pareti sono esposti numerosi ed importanti diplomi d’onore ed attestati conferiti alla famiglia Ascione nel corso degli anni, dai primi dell’Ottocento e trasferiti dal sito di origine di Torre del Greco, dove ancora è attiva la fabbrica. Caterina Ascione, ricorda gli inizi della lavorazione dei coralli, provenienti da varie parti del mondo, e le direttive dei padri della numerosa famiglia che seppero accogliere operai e tecnici da ogni parte d’Italia e dall’estero.  La famiglia fin dalle origini della sua costituzione in azienda privata fu tenuta in grande considerazione dai re Borboni usi ad aprire numerose Scuole artigianali, come l’”Istituto delle pietre dure,” di esteso interesse in Europa. Il Museo procede al piano superiore con l’esposizione dei gioielli storici tra cui una splendida parure ideata nel 1938 per la Regina Farida d’Egitto in occasione delle nozze con il re Farouk, ed ancora stupefacenti intarsi di filigrane e coralli interpretati e realizzati secondo le loro caratteristiche  di provenienza.

 

Il 3 maggio il Museo Ascione ha accolto ancora un folto pubblico per festeggiare i centocinquanta anni della nascita del musicista maestro Raffaele Calace, (1863-1934), detto “il Paganini del Mandolino”, con il concerto del “Quartetto a plettro Calace”. I musicisti tutti già allievi del Conservatorio di San Pietro a Majella, -Salvatore della Vecchia, Carla Senese, ai mandolini, Eduardo Robbio alla mandola e Riccardo del Prete alla chitarra- hanno interpretato con maestria e sono stati molto applauditi dal folto pubblico, alcune musiche di Raffaele Calace composte tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, tra cui una delicata eccezionale tarantella.

Come ha ricordato il nipote Lello Calace l’artista, pur tra le molte difficoltà della sua vita difficile ed avventurosa, portò in tutto il mondo le sue musiche ed i suoi mandolini, fin in Cina ed in Giappone  dove l’Imperatore Hirohito gli conferì la Croce del Sacro Tesoro. Il maestro continuò a sperimentare e a studiare lo strumento, partecipando alla sua evoluzione dal ‘mandolino classico’ al ‘liuto cantabile’, all’’arciliuto’ e ad altre forme di strumenti a plettro. Con il fratello Nicola brevettò la ‘Mandolira Calace’ che gli consentì di avere lungo successo anche sul mercato americano. Tutti questi strumenti oggi escono dalla prestigiosa sede di vico San Domenico Maggiore a Napoli.

 

Maria Carla Tartarone,  maggio 2013

 

 

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