A Murano si restaura il Museo del Vetro

  A Napoli  urge il restauro

del Museo  Artistico Industriale

 

 

 

Interno del Museo Artistico Industriale di Napoli

 

Francesca Bonazzoli sul “Corriere della Sera” del 27 maggio annuncia l’atteso restauro del “Museo del Vetro di Murano”, fondato nel 1861 e ricorda  che  nella seconda metà dell’Ottocento furono fondati  Musei-laboratorio in molte città europee, luoghi attivi in cui venivano creati e conservati  prodotti artigianali di pregio: a Vienna, Londra, Monaco, Parigi, mentre in Italia,  sebbene  a Venezia esistesse il Museo Correr e a Firenze il Bargello, che raccoglievano anche le arti minori, solo a  Roma  venne aperto il  “Museo Artistico, M.A.I”, anche scuola di formazione di artigiani specializzati, nel 1874 e  a Napoli Gaetano Filangieri, principe di Satriano fondò nel 1882 con Demetrio Salazar, Domenico Morelli, Francesco Palizzi il “Museo Artistico Industriale” con annessa la scuola-officina di ceramica affidandola proprio al Palizzi. 

Oggi a Venezia viene restaurato e riaperto il Museo  del Vetro di Murano,  nel desiderio e nella necessità di rilancio dei suoi pregiati laboratori artigiani in Europa e nel mondo. 

 

 Immagini della Mostra degli alunni della “Scuola Boccioni-Palizzi”, fine anno 2013

 

A Napoli,  quando in Europa si sviluppavano i laboratori-musei delle arti in molte città, il re Carlo di Borbone fondò nel 1743 la “Real Fabbrica delle Porcellane di Capodimonte”, (in gara con la fabbrica tedesca di Meissen) nel giardino della Reggia e pochi anni dopo, nel 1755, nel sito di San Carlo alle Mortelle  accanto alla Chiesa e al Convento promosse la creazione e lo sviluppo de la “Real Fabbrica degli Arazzi”, l’ ”Opificio delle pietre dure” e l’”Accademia del Disegno” poi trasferita, dall’erede Ferdinando IV, nel Palazzo degli Studi, odierno Museo Archeologico, nel 1779; negli stessi anni, nella zona ancor oggi detta degli Orefici, sorsero le scuole-laboratorio specializzate nella lavorazione dell’argento, delle pietre preziose e del corallo poi diffuso a Torre del Greco da dove partivano per il Giappone ricercatori e fabbricanti, importando una qualità di corallo assai preziosa di cui notevoli opere e gioielli sono conservati anche nel napoletano “Museo del Corallo Ascione”.

 Per quanto riguarda “Museo Artistico Industriale” sito con il “Liceo Artistico Boccioni-Palizzi” (un recente accorpamento) in Piazzetta Salazar, nel luogo dell’antico convento secentesco Santa Maria della Solitaria poi Collegio della Marina Borbonica, anch’esso necessita di urgenti restauri come si evince da una fotografia qui pubblicata. Agli alunni viene da tempo impedito l’accesso al Museo, ricchissimo di opere preziose come  le maioliche dello stesso Palizzi  e di ceramiche create nel passato dagli alunni, divenuti poi maestri, tra cui copie interessanti e certificate di reperti archeologici conservati nel Museo Archeologico.

Oggi gli alunni in una Mostra, che abbiamo vista nel dicembre 2013, in occasione del Convegno tenuto nella Scuola, per la promozione del Restauro della Stazione Bayard a Portici,  hanno presentato, dipinti, sculture e ceramiche in una visione contemporanea dell’Arte, ma lamentano con decisione  l’inagibilità del Museo divenuto a loro estraneo.  E’ importante che a Napoli, prima in Italia per la nascita delle scuole-laboratorio, si riconsideri la necessità di promuovere le scuole che praticano questi laboratori artistici. “Dalle arti minori all’Industrial Design”, ricordo qui il titolo dell’illustre testo di Ferdinando Bologna del 1972, ed. Laterza, che potrà essere di stimolante conoscenza e  incentivo.

 

Maria Carla Tartarone, giugno 2014

 

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