“Al Blu di Prussia”

Tornano le opere fotografiche di

Maria Mulas

 

 

Maria Mulas  con “Omaggio a Galla Placidia”, in Galleria “Al Blu di Prussia”

 

 Torna “Al Blu di Prussia“ Maria Mulas con  Ostranenje”, sette grandi opere fotografiche in bianco e nero, scelte con il curatore Mario Pellegrino, immagini architettoniche rielaborate, smontate e rimontate con tecnica caleidoscopica negli elementi peculiari scelti dall’artista come “Astrazione #1 New York”, cm.100x150 del 1985, o “Guggenheim Museum”, cm.100x150 anche del 1986 in cui l’artista raffigura un occhio, un punto di presa che afferri lo sguardo del riguardante, lo stupisca e ne calamiti l’interesse. Nell’immagine “Civetta-Spagna”, cm.100x150 del 1979, gli occhi si fanno ironici e ci guardano   irridenti.

Le costruzioni  non sono sempre rielaborazioni di elementi architettonici contemporanei, infatti una delle sue più affascinanti immagini è costituita da  “Omaggio a Galla Placidia”, cm. 100x150, del 1994, creata, in vari accesi colori, dal gioco dei sampietrini (piccole pietre squadrate durissime diffuse da Roma a Napoli e poi  in tutta Italia da Domenico Fontana) che si espandono circolarmente. Nell’opera ultima, in bianco e nero con qualche vaga nota di verde, tra i sampietrini si  concentra e si dipana il mistero: in più punti si intravedono immagini che si nascondono nella trama circolare, basta cercarle e l’immagine si arricchisce. L’opera  d’arte diviene interattiva seppure l’artista non lo consenta esplicitamente.

Il percorso creativo di Maria Mulas nasce a Milano dai ritratti quando l’artista era intenta a cogliere e trasmettere la personalità del personaggio che ritraeva, in mostre, prima alla “Galleria  Diaframma” nel 1976 poi alla “Galleria il Milione”. Ne scaturì la consuetudine al ritratto rappresentativo di un epoca, di un ambiente, così che, seguendo Lea Vergine in mostre in Europa nel 1988, trasse convincenti simboliche rappresentazioni di ritratti di artiste e di personaggi illustri tra cui  Gina Pane, Lea Vergine , Paloma Picasso, Joseph Beuys, Dario Fo, Alberto Moravia, Andy Warhol, Valentina Cortese, Louis Bourgeois, Francesco Clemente, che mise in mostra al Palazzo Reale di Milano ed al Palazzo delle Esposizioni di Roma in “L’altra metà dell’avanguardia”, oggi proiettati in  video nella sala Cinema della Galleria.    

Negli anni Settanta e Ottanta  l’artista comincia a lavorare sulle immagini architettoniche, a New York o in altri luoghi del mondo, in una ripresa incessante di scorci.  Nella fase costruttiva dell’opera, la fase creativa, continua a procedere rielaborando, modificando e moltiplicando gli elementi prescelti, come sopra abbiamo detto, creando “Rotonda della Besana”, cm.115x170 del 1972 e “Astrazioni, omaggio a Giuseppe Terragni”, cm.100x150 del 1979, opere oggi in mostra a Napoli.  Continuamente presente anche  in collettive Maria Mulas è stata sempre accolta con entusiasmo dalle migliori Gallerie e dai Musei; ha scritto inoltre  libri di fotografia  acquisendo un fortuna critica costruita anche da critici  eccezionali  come Gillo Dorfles e Philipe Daverio.

  E’ già stata  nel 2010 “Al Blu di Prussia” quando portò i suoi  ironici  personalissimi ritratti ma  anche  le opere raccolte per “Vedere le cose che nessun occhio ha scrutato” in una fase già avanzata dei suoi antichi  interessi compositivi così sottilmente evidenziati nell’elegante bianco e nero. Oggi l’artista continua a fotografare in qualsiasi luogo si trovi e  prepara nuove visioni, nuove immagini che presto ci porterà in mostra. Sarà a Napoli fino al 14 giugno.

 

Maria Carla Tartarone, maggio 2014

 

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