Tra i primi artisti in mostra nel 2016

ricordo Angelo Marra

Eugenio Tibaldi

Carla Viparelli

 

   

 

Eugenio Tibaldi, un murales al MADRE , 2014

 

Tra le prime mostre del 2016 tutte interessanti, trovo in particolare da ricordare la mostra di Eugenio Tibaldi costruita durante un workshop con i ragazzi del Ginnasio-Liceo Giambattista Vico.

 Un lavoro, Questione di appartenenza, composto con ventiquattromila immagini fotografiche scattate, sullo stimolo del maestro fotografo, dagli studenti nei Quartieri Spagnoli, nel Centro Storico-Forcella, nella Sanità, nei luoghi di Materdei-Montesanto. Con un tale materiale l’artista ha portato gli allievi alla creazione di grandi  arazzi,  cinque di enormi dimensioni, lavori entusiasmanti a cui hanno partecipato studenti che non dimenticheranno più la loro esperienza come è accaduto ai ragazzi degli anni Ottanta che seguivano i loro insegnanti “adottando” i monumenti del Centro Storico. La mostra è rimasta  aperta dal 13 al 18 gennaio nella Sala delle Colonne del MADRE con visite gratuite guidate dagli studenti partecipanti all’opera dell’artista che ha saputo stimolarli a interpretare e riprodurre con la fotografia i particolari della vita di Napoli: le edicole votive che si ritrovano numerose in ogni stradina, i molti bassi realizzati con fantasia e spesso con irregolarità rispetto all’edificio, i particolari di ogni angolo di strada.  Un compito creativo ed educativo molto rilevante condotto dall’artista insieme agli insegnanti, protagonisti i ragazzi.

 

 

 

   

Mostra  Collettiva  alla Galleria Sacuragi di Tokio, marzo 2016

 

A Villa di Donato abbiamo invece ammirato, per una sola sera, il 15 gennaio, presentata da  Art1307, Carla Viparelli, l’artista di ritorno da Los Angeles dove aveva messo in mostra, alla “Sixty29 Gallery”, con una conferenza all’Istituto Italiano di Cultura, “Silicosophy” un ragguardevole numero di opere dalla strutturazione  complessa: filosofia, silicio, movimento, sono gli elementi basilari con i quali la Viparelli ha creato i suoi lavori: il pensiero filosofico fornisce il contenuto; il silicio ispira con la sua materia luccicante le immagini trasferendovi il suo colore azzurro sfumato; il movimento, elemento basilare dell’artista che trasforma le immagini nello spazio e fa sognare.  In tal modo l’artista  ha voluto dimostrare come i sistemi della Natura  e della Scienza,  mescolandosi, possano creare “infiniti corpi di sistemi estetici”.

Le notizie che ci sono giunte successivamente sono date dalla partecipazione ad un prestigioso progetto internazionale che l’ha vista  in mostra in una folta Collettiva in  RCAC, Ratchadamnoen Center Contemporary Art, in Bangkok ed alla partecipazione a due workshop in due campus universitari in Thailandia, a Pattani e a Rayong, ce ne da notizia Chiara Reale della Galleria Art1307. Nuove notizie della Viparelli ci giungono, sempre tramite la Reale, da molto lontano: in occasione delle ultime relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, a cura di Cinthia Penna e di Yasunari Nakagomi, le sue opere sono in mostra nella Collettiva cui partecipano anche altri italiani: Abbamondi, Ciannella, Coppeta, Izzo, Di Nardo,  Sanzone, TTZOI (Rossi-Forgione) a Tokyo, al Metropolitan  Art Museum alla   “Sakuragi Fine Arts Gallery”, dal 20 marzo fino al 28.

 

 

 

   

Angelo Marra dalla serie delle “mani”

 

Ancora una esposizione interessante negli ultimi tempi è stata quella del fotografo Angelo Marra che ha messo in mostra, in febbraio, numerose opere evidenziando la sua sensibile personalità di fotografo (che si denota anche nella osservazione delle mani operose), e di pittore-scultore che compone anche opere tridimensionali con materiali recuperati. La sua sensibilità trasfonde nelle opere un’attenta osservazione della società, cui sempre si è dedicato dopo l’uscita dall’Accademia con la Laurea in Scenografia, interessato all’Architettura, alla Pittura ed alla Fotografia. Nato nel 1961, nel suo percorso, ha potuto conoscere e frequentare personaggi eccezionali tra cui Gillo Dorfles, Lucio Amelio, Mimmo Jodice, Gianni Pisani, oggi festeggiato in numerosi siti, lasciando prevalere nel tempo l’interesse per la fotografia. Oggi l’attuale mostra “Un gioco da pazzi- L’albero delle Caldarroste”, a cura di Lucia Mugnolo, presentata da Ferdinando Creta, lascia pensare che l’artista abbia ritrovato in sé tutti gli stimoli della sua giovinezza accademica praticando con successo non solo la fotografia ma anche alcune delle sue antiche passioni: la pittura e la scultura.

 

Maria Carla Tartarone, aprile 2016

 

 

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