La Galleria “Al Blu di Prussia”

mette in mostra le ultime creazioni di

Giuseppe Manigrasso,

“Acqua”

 

 

Manigrasso, “Vitruvio”, tecnica mista, diametro cm. 170, 2015

 

 Il 27 marzo la Galleria “Al Blu di Prussia”, di Giuseppe Mannajuolo, diretta da Mariano Pellegrino, ha inaugurato la mostra di Giuseppe Manigrasso, “acqua” a cura di  Diana Gianquitto. Il comunicato stampa  stilato da Paola De Ciuceis ci informa dalla vita e delle opere dell’artista  che nato nel 1947 a Taranto, venne a  Napoli per  iscriversi alla Facoltà di Architettura. Concluse poi i suoi studi a Friburgo dove si laureò in Ingegneria e Architettura. Già  nel 1964, giovanissimo, aveva intrapreso l’esercizio della poesia visiva, che lo attraeva e non ha mai abbandonato, fondando a Taranto con  Francesco Sossi il “Gruppo dei 5”. Di nuovo a Napoli, nel 1968 prese a frequentare lo studio di Lucio Amelio al Parco Margherita portandovi i suoi progetti pervasi sempre di poesia visiva, mescolandovi elementi pittorici e scultorei. L’anno successivo  mise in mostra le sue realizzazioni a Spoleto, durante il “Festival dei due Mondi”, a Firenze, poi a Venezia, New York, Lima e Sidney (dove  teneva anche seminari di design, negli Istituti Italiani di Cultura), in un andare vivace di luogo in luogo, senza dimenticare i suoi amati siti napoletani, via Monte di Dio e Cappella Vecchia dove costruisce le sue opere. Rientrato a Napoli, nel 1980 vi diresse la Galleria d’arte contemporanea “N.7” e fondò la rivista “AURA” (arte, urbanistica e architettura) e poco dopo il terremoto entrò a far parte di “Piano del Colore” .

 

 

 

Manigrasso, “ Famiglia”,  ceramica e plexiglass cm. 101x94x10, 2014

 

 Un susseguirsi di vivaci impegni che negli anni novanta lo condussero a Roma a dirigere  la Galleria “Roma-Arte” e a Napoli a mettere in mostra “Acquerelli e sculture” presso il “Pick&Paik Club” e presso altre Gallerie  fino a “Città della Scienza-Futuro Remoto”.

Nel duemila prese a progettare fontane per il comune di Gioi  (Salerno)  e per le Terme Stabiane iniziative parallele alla sua attività espositiva in Puglia a Martina Franca, nel Convento di San Francesco a Gioi, nella “Pica Gallery” oggi dismessa,  ad Ischia, a  Bologna, a Milano a Firenze e a Bruxelles.

Preso poi maggiormente dalla scultura, nel 2007  mise in mostra una rassegna delle sue opere al PAN in ”Giuseppe Manigrasso nell’arte d’avanguardia napoletana”, attraverso le immagini fotografiche di Fabio Donato.  L’ultima sua mostra “Al Blu di Prussia” è stata nel 2011,  “terra” in cui, con le molte sculture raffiguranti volti noti, vi erano anche immagini tracciate da linee e colori. La mostra odierna evidenzia la qualità grafica del suo lavoro  che negli anni si è sempre espresso soprattutto negli elementi architettonici, geometrici per influenzare anche alcune creazioni scultoree e pittoriche.

 

 

 

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“Al Blu di Prussia”, scorcio della Galleria con” Vitruvio” sul fondo

 

La mostra attuale, “acqua” si ispira a un simbolo universale che è l’origine della vita e quindi anche dell’amore. Le opere, quaranta sculture e venti disegni, originali nelle creazioni sempre varie,  interessanti anche per l’utilizzo dei materiali, fogli di plastica, legno, vetro, plexiglass oltre che terracotta e ceramica da lui plasmate,  denotano la  solita vivace fantasia dell’artista, il suo saper utilizzare con maestria  ogni elemento a disposizione con cui riesce a creare, esaltando il  valore estetico dei materiali, una scultura, un quadro, una composizione a bassorilievo, sicché la sua arte non è mai  ancorata al passato ma è sempre contemporanea.

 

  Maria Carla Tartarone, aprile 2015

 

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