“Al Blu di Prussia”

Si inaugura la nuova stagione  con

“Half Dream-Flower Blooming” di

Ma Dan

 

 

   

 

Ma Dan,  Flower Blooming, Dialogue 5, 2015 oil on canvas 55x46x3

 

 L’ elegante Galleria di Beppe Mannajuolo  “Al Blu di Prussia” , diretta  da Mario Pellegrino, apre la nuova stagiona 2015-2016 con una mostra, che viene dalla “Galerie Pièce Unique” di Parigi,  delle opere  Half Dream-Flower Bloming” (Mezzo sogno-Fiori Sboccianti) di una giovane artista, Ma Dan, nata nel 1985 nella provincia di Yunnan in Cina,  dove  ha frequentato l’Università d’Arte e dove vive tuttora. Le opere di Ma Dan,  esposte già negli Stati Uniti,  a Taiwan, in Francia e in Cina  in collettive, ci riconducono a ricerche e riflessioni sull’arte cinese che oggi attrae galleristi come Sotheby che ha aperto ad Hongkong una importante Galleria dove l’arte cinese prevale.

Il successo dell’arte cinese  si spande da decenni,  conseguito in  America ed in Europa dove continua a  influenzare, con l’arte orientale in genere, i pittori contemporanei ed i fumettisti in particolare.  Sappiamo del resto che tutta l’arte orientale  ha avuto contatti internazionali: ha avuto rapporti di interscambio culturale con  tutta l’arte occidentale, influenzata in buona parte da pittori come Rousseau, poi Dalì e Mirò, conosciuti certamente in Accademia anche dalla nostra artista, a cominciare dalla metà dell’Ottocento quando anche la fotografia giunse in Oriente e si sviluppò rapidamente (cfr. Mostra al Pan  “La Cina è vicina” nel 2008 e commentata da me su Napoliontheroad a Villa Pignatelli nel maggio 2012 e Al Blu di Prussia “Venti d’Oriente” nel maggio 2013). Le opere di Ma Dan, come gran parte dell’arte cinese, sostengono la cura dell’ambiente, secondo un appello etico ed anche ecologico mai trascurato, assieme ad una introflessione psicologica suggerita nell’educazione dell’infanzia.  

 

 

Ma Dan, Dialogue 2, 2015, oil on canvas , 46x55x2

 

Gli elementi basilari di un filone della pittura cinese e giapponese, sono dati dai fumetti, in cui si muovono i “manga”, quasi sempre in bianco e nero e gli “anime”, a colori,  personaggi stereotipi di un mondo fantastico, da cui sembra che taluni protagonisti dei fumetti americani abbiano tratto origine. Questi fumetti, giunti in Italia alla fine degli anni sessanta,   in cui si muovono personaggi noti come Pikachu, Totoro, Rilakkuma, Hela Supergirl (a cui  potrebbe richiamarsi la pittrice) nella  bambina protagonista delle opere, vista dalla nostra artista  sempre di spalle, per la quale  Ma Dan ha costruito un mondo animale e vegetale fantastico. La cultura perseguita in Accademia, ha certamente stimolato l’artista ben conscia del suo passato culturale, a valorizzare ciò che di più puro e più intimo vive nel suo animo ed a ricreare paesaggi nitidi, attraverso cui ci conduce guidati da una bimba, dai colori  suadenti che illuminano  i luoghi fantastici, talvolta anche un vulcano ispirato al viaggio napoletano, descritti dal suo pennello, senza  refusi, con linee pure che invitano a sognare.

 

 Maria Carla Tartarone, ottobre 2015

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